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Il piano degli insediamenti produttivi tra governo del territorio e regolazione delle attività economiche. Il caso del comune di Teggiano

Il Piano degli insediamenti produttivi (P.I.P.) è lo strumento urbanistico attuativo per eccellenza volto alla regolazione delle attività economiche presenti sul territorio comunale. Esso consente infatti il razionale sviluppo urbanistico del territorio comunale mediante la localizzazione di aree idonee ad ospitare impianti artigianali, indfustriali, commerciali o turistici ossia ciò che contribuisce all'espansione della produttività. E' dunque uno strumento che favorisce la realizzazione e l'affermazione del principio di iniziativa economica privata così come enunciato dall'art. 41 della Costituzione. Al fine di comprendere i meccanismi che sottendono al funzionamento del Piano si è deciso di partire dalla Pianificazione territoriale ai vari livelli territoriali per arrivare ad un caso concreto di pianificazione, nella fattispecie il P.I.P. del comune di Teggiano.

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15 Introduzione Il Piano degli insediamenti produttivi (P.I.P.) è lo strumento urbanistico attuativo per eccellenza volto alla regolazione delle attività economiche presenti sul territo- rio comunale. Esso consente infatti il “razionale sviluppo urbanistico del territorio comunale mediante la localizza- zione di aree idonee ad ospitare impianti artigianali, indu- striali, commerciali o turistici” 1 ossia ciò che contribuisce all’espansione della produttività. È dunque uno strumento che favorisce la realizzazione e l’affermazione del princi- pio di iniziativa economica privata così come enunciato dall’art. 41 della Costituzione. Al fine di comprendere i meccanismi che sottendono al funzionamento del Piano si è deciso di andare oltre il mero studio della dottrina e del- la giurisprudenza proponendo dunque il caso studio del comune di Teggiano. Il P.I.P. è inquadrabile nel più ampio ambito della pianificazione territoriale che è senza dubbio uno degli aspetti più interessanti ed attuali del nostro “si- stema paese”. A contrapporsi però all’attualità della sud- detta pianificazione vi è una legislazione obsoleta, rappre- sentata dalla Legge urbanistica n. 1150 del 1942 succ. mod. e int., che sembra non essere più in grado di rispon- dere ai repentini cambiamenti che hanno caratterizzato il nostro territorio. Questo scenario ha spinto il legislatore nazionale ad avviare un percorso di rinnovamento della materia approvando alla Camera dei Deputati il progetto 1 Cfr. Consiglio di Stato, sez. IV, 23 marzo 1987, n. 168, in Rivista giuridica dell’edilizia, 1987, I, pag. 416.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Antonio Fasano Contatta »

Composta da 303 pagine.

 

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