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La disciplina delle mansioni nel lavoro subordinato privato: il quadro normativo e l’interpretazione giurisprudenziale

Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Perin
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Finanza
  Relatore: Vania Brino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 164

La tematica delle mansioni si innesta in un'area del diritto in continuo assestamento per le tensioni del mercato del lavoro ed i mutamenti del contesto economico. Essa si rende protagonista della principale vicenda del contratto di lavoro: la prestazione lavorativa. La norma di riferimento, racchiusa nell’art. 2103 Cod. Civ., dispone che l’attività del lavoratore deve attenersi unicamente all'insieme di compiti per cui è avvenuta la sua assunzione. All'interno di questo modello di prestazione, il legislatore condiziona poi lo spostamento del lavoratore alle sole mansioni equivalenti o eventualmente superiori (a quelle iniziali), ponderando la legittimità della mutazione di tale modello sul piano concreto della professionalità. E’ in fondo questo il bene che la norma si prefigge di tutelare: la professionalità lavorativa; ed in tal senso appare chiaro il divieto di adibire il prestatore a mansioni inferiori (il cosiddetto demansionamento). Nonostante l'esplicito, fermo dettato contenuto nel secondo comma dell’articolo ("Ogni patto contrario è nullo"), è doveroso prendere atto di quanto questo precetto, nel corso degli anni, sia stato più volte disatteso da una pluralità di fonti. Il presente elaborato partendo dai principali termini della questione (mansioni, qualifiche e categoria), intende così analizzare la legislazione, gli importanti contributi della giurisprudenza in tema nonché della contrattazione collettiva, al fine di ricostruire in maniera chiara ed esaustiva il delicato tessuto su cui poggia il demansionamento del lavoratore. Nella piena consapevolezza che la criticità della materia, unita ai diversi fenomeni che riescono a celarsi in un diritto incerto (il mobbing tra tutti), non possono che far auspicare per un ritorno decisivo del legislatore in materia.

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V Introduzione La disciplina delle mansioni del lavoratore privato subordinato si presenta, ai giorni nostri, come una tra le più delicate e discusse del diritto del lavoro. Al suo centro, le mansioni, disegnano la principale obbligazione del lavoratore, fungendo da riferimento per la determinazione del corretto scambio tra prestazione lavorativa e retribuzione, nonché dell’inquadramento del soggetto stesso. Esse sono l’insieme dei compiti e delle attività che un individuo, nella posizione di lavoratore subordinato, si obbliga a corrispondere alla controparte datoriale e che devono altresì essergli assegnate per contratto. Il rapporto di lavoro vede, dopotutto, l’applicazione del principio della contrattualità delle mansioni, motivo per cui il lavoratore, nel pieno rispetto degli obblighi di diligenza (art. 2104 Cod. Civ.) e fedeltà (art. 2105 Cod. Civ.), è tenuto a svolgere il solo modello di prestazione convenuto. Con l’evoluzione dei sistemi produttivi in termini di articolazione e complessità, ed a maggior ragione oggi, in un clima mondiale di condivisa incertezza e difficoltà nelle attività produttive, le mansioni sono invero oggetto di continui mutamenti. Queste variazioni avvengono normalmente all’interno di quella che è la prestazione convenuta, attraverso ordini continui o direttive programmatiche frutto del legittimo potere direttivo del datore. Ma, allo stesso modo, possono realizzarsi al di fuori di questi confini con una mobilità cosiddetta interna che, nel consentire la razionalizzazione dell’uso della forza lavoro, è sempre più strumento di efficienza per le imprese. Non appare così inverosimile, allora, il pensiero di quella parte di dottrina secondo la quale l’apporto del prestatore di lavoro, non si esaurisce nella mera esecuzione dei compiti per cui è stato assunto, perché interessa una più generica e rilevante messa a disposizione all’azienda, della propria capacità professionale. In questa ottica si comprende la rinnovata attenzione che, il legislatore del 1970, ha voluto riporre nella riscrittura della disciplina delle mansioni (nell’art. 2103 Cod. Civ.), per conferire una valida ed integra tutela al bene della professionalità.

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Parole chiave

mobbing
mansioni
equivalenza
demansionamento
onere probatorio
art. 2103 cod. civ.
art. 13 stat. lav.
danno demansionamento
mansioni inferiori
mansioni superiori

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