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La complessità dell'accertamento dell'abuso sessuale sui minori: l'utilizzo del disegno come ausilio nella testimonianza.

La tesi tratta delle controversie rispetto alla possibilità di utilizzare il disegno nei casi di sospetto abuso sessuale sui minori come prova o come ausilio alla testimonianza. Partendo dalla complessità per il bambino di comprendere le procedure giudiziarie e dalla tragicità dell'evento presunto, si sottolinea la necessità di creare un'interrogatorio a misura di bambino; in questo il disegno risulta essere un aiuto prezioso. Successivamente, a partire dalla recente letteratura, si cerca di stabilire se il disegno possa costituire o meno un valido strumento sia diagnostico sia clinico.

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2 Introduzione Secondo i dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 2002), 40.000.000 di bambini nel mondo, di età compresa tra gli 0 ed i 14 anni, sono vittime di diverse forme di abuso e maltrattamento. Nonostante l’incidenza dell’abuso infantile si sia ridotta negli ultimi anni, nel 2006 più di 1.25 milioni di bambini, sono stati vittime di tali episodi; di questi, 148.500 hanno subito abusi sessuali. L’alta percentuale di casi di abuso sessuale infantile nel mondo e l’evidenza delle conseguenze negative che questo evento ha sullo sviluppo del bambino hanno portato clinici e ricercatori a focalizzare l’attenzione in modo sempre più approfondito sullo studio delle reazioni dei bambini alle sue diverse forme (Faller, 2008; Piperno, Di Biasi e Levi, 2007). Negli ultimi anni sono inoltre aumentate in modo significativo le informazioni mediatiche sull’argomento e stanno crescendo centri specializzati, pubblici e privati, per studiare e curare adulti e bambini vittime di abusi e maltrattamenti (Piperno et al., 2007). Un ambito di ricerca e di studio peculiare sulla tematica è certamente quello relativo alla testimonianza. Dato che la legislazione italiana non pone limiti di età ai contatti tra autorità giudiziaria e testimoni, i minori, su cui vi è il sospetto di abuso sessuale, in quanto spesso contemporaneamente unici testimoni e vittime di quanto accaduto, si trovano a dover parlare di argomenti tanto delicati in contesti e con persone a loro sconosciuti (Caso & Vrij, 2009; Miragoli, 2006). Per questo operatori e ricercatori si sono adoperati per cercare di creare un setting di indagine quanto più “a misura di bambino”, che ne facilitasse la comunicazione e il ricordo; parallelamente si è sviluppato tutto un filone di studi che d’altro canto si occupa di riuscire a individuare tecniche di intervista quanto più consone ed adeguate alla sensibilità e alla fragilità emotiva del minore, che gli impediscano di vivere la testimonianza come ulteriore elemento traumatico fino a suscitare in lui forme di vittimizzazione secondaria. Tra le questioni più controverse vi sono certamente il problema della suggestionabilità dei bambini, la fedeltà dei loro resoconti e le tecniche e le strategie utilizzate dagli addetti ai lavori per valutare ed investigare la veridicità o meno delle accuse. L’accertamento dell’abuso sui minori è dunque certamente una pratica molto complessa e difficoltosa, ma di un’importanza cruciale se si aggiunge anche il fatto che la credibilità di una testimonianza implica importanti conseguenze sia per il minore, sia per gli accusati: se le affermazioni di un bambino sono ignorate o sottovalutate si rischia di abbandonarlo ad un grave pericolo, d’altra parte ritenere a torto che un minore abbia subito violenza sessuale comporta ripercussioni gravissime, soprattutto sull’imputato (Faller, 2008).

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Alice Mazzei Contatta »

Composta da 39 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2342 click dal 25/10/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.