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L'eccesso colposo di legittima difesa

La ratio dell'istituto dell'eccesso colposo di legittima difesa è rinvenibile nel combinato disposto degli art 52 e 55 del codice penale.
Come noto nel brocardo latino "Excedere Modum in Defendendo" l'eccesso colposo di legittima difesa si ha quando il soggetto agente in presenza delle scriminanti previste dagli art 51 52 53 e 53 eccede colposamente i limiti stabiliti dalla legge o dall'ordine dell'autorità ovvero dalla necessità, comportando così una responsabilità colposa.

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  6   Premessa Il tema che ci si accinge a trattare riguarderà l’analisi della struttura dogmatica dell’eccesso colposo di legittima difesa, richiamandone i profili salienti anche alla luce di alcune recenti pronunce della Suprema Corte Cassazione, recanti le disposizioni per una corretta interpretazione dell’istituto. La disamina si focalizzerà sulla scriminante della legittima difesa nella specifica ipotesi in cui i limiti della stessa vengano oltrepassati dal soggetto agente. Ricorre, in tale ipotesi, come si evince dal noto brocardo latino “excedere modum in defendendo” che focalizza l’essenza stessa di tale istituto rinvenibile nella particolare relazione emergente dal combinato disposto degli artt. 55 e 52 c.p., l’eccesso colposo di legittima difesa. Al vaglio di tali premesse si potrà affermare che quest’ultimo istituto, così come disciplinato, ricorrerà allorquando, in presenza di tutti i requisiti caratterizzanti la scriminante della legittima difesa, previsti per l’appunto dall’art. 52 c.p., ne vengano superati i limiti, colposamente, dall’autore del fatto, infrangendo così l’unica possibilità concessagli dall’ordinamento, “vim vi repellere licet”, ovvero quella di rispondere alla forza con la forza in casi di estrema necessità. Nella stesura del presente elaborato si analizzerà, progressivamente, la struttura dogmatica del reato, dalla quale, una volta ricavata l’odierna nozione, si procederà alla disamina della definizione data all’antigiuridicità, osservata nelle sue molteplici interpretazioni, elaborate dalle maggiori scuole di pensiero della moderna dottrina giuridica. Nello specifico si farà riferimento alle tre teorie principali: la bipartita, la tripartita o detta anche tricotromica ed, in ultimo, la quadripartita o meglio definita tetrapartita, dall’analisi delle quali si noterà che la scelta dell’una o dell’altra non è scevra di differenti conseguenze sul piano sistematico e pratico.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Emanuele Scotti Contatta »

Composta da 152 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4411 click dal 31/10/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.