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Mass media, pregiudizio e paura del crimine: un'indagine con il Linguistic Category Model

Informazioni tesi

  Autore: Silvia D'andrea
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Michele Roccato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 55

Questo lavoro sperimentale ha avuto lo scopo di verificare l'influenza della nazionalità del reo e del grado di astrazione degli articoli di giornale che riportano un fatto reato (scritti utilizzando il Linguistic Category Model) sulla paura del crimine ed il livello di pregiudizio tra i rispondenti di nazionalità italiana. La ricerca si inserisce in quel filone di studi che ha mostrato come i media riportano in modo tendenziosamente diverso notizie di cronaca che vedono coinvolti rei italiani o stranieri e ciò può influenzare la paura del crimine ed il livello di pregiudizio tra gli autoctoni.

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4 Introduzione La letteratura internazionale è unanime nell’affermare il forte potere dei media sulla costruzione della realtà sociale, in particolar modo sui giudizi riguardanti la razza ed il crimine (Dixon, 2006a, 2006b; Gilliam & Iyengar, 2000): una notizia non è mai la semplice descrizione di un evento, ma è sempre la ricostruzione dello stesso, che riflette il sistema di credenze e valori propri di chi la comunica (Benedict, 1992; Dowler, 2006). Il presente lavoro si inserisce su questa linea di pensiero, partendo dalle conclusioni di un crescente numero di ricerche, le quali hanno mostrato che le notizie dei media riportano gli stranieri come sospetti criminali in modo eccessivo (Dixon& Linz, 2000a; Entman, 1992; Gilliam, Iyengar, Simon, & Wright, 1996; Romer, Jamieson, & de Coteau, 1998), rispetto ai reati che effettivamente commettono. E’ probabile che ciò sia dovuto ad una sistematica distorsione delle informazioni sui reati, distorsione che è basata su, e a sua volta rinforza, convinzioni erronee, che si radicano nel sapere condiviso e vanno a costituire stereotipi e pregiudizi, considerati una forma particolare di rappresentazione sociale. Inoltre, l’esposizione a fonti di informazione può attivare frequentemente, e quindi rendere facilmente accessibile, un collegamento cognitivo tra gli immigrati e la criminalità: questa affermazione trova spiegazione nelle teorie della cognizione sociale, le quali suggeriscono che “le persone utilizzano scorciatoie derivate dagli stereotipi recentemente o frequentemente attivati, al fine di rendere rilevanti le opinioni sociali (Dixon, 2008, p.2)” Il meccanismo sociale di distorsione su cui ci siamo concentrati in questa tesi è di tipo mass mediologico: ci siamo infatti chiesti se, e come, il modo, tendenziosamente diverso, in cui i mass media presentano, i fatti criminali che vedono coinvolti rei stranieri oppure italiani, possa influenzare la paura del crimine ed il livello di pregiudizio degli autoctoni. Per rispondere a questa domanda di ricerca, abbiamo usato come riferimento teorico fondamentale la teoria del Linguistic Intergroup Bias (Maass et al., 1989, 1994). Tale teoria afferma che le società occidentali sono caratterizzate dalla tendenza a sovrastimare le caratteristiche positive del gruppo di appartenenza e sottostimare quelle negative dell’outgroup; tale fenomeno si può indagare attraverso l’analisi del livello di astrazione linguistica utilizzato dai membri di un particolare gruppo. Per effettuare tale analisi è stato utilizzato il Linguistic Category Model di Semin e Fielder (1988), che individua quattro livelli di descrizione linguistica: il livello più astratto, quello degli aggettivi, è usato per descrivere comportamenti positivi dell’ingroup e negativi

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Parole chiave

mass-media
pregiudizio
paura del crimine
livello di astrazione

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