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Implementazione della visita domiciliare come strumento di cura per il paziente psichiatrico

La visita domiciliare effettuata dagli infermieri è un intervento articolato e complesso, nel quale possono confluire aspetti diversi, all’interno di un’eleggibilità diagnostica che vede preferenziale l’intervento rivolto a pazienti affetti da disturbo psichiatrico grave. La malattia psichiatrica cronica si associa a disagi indicativi per la salute e di lunga durata, comporta inoltre problemi sociali non solo per il paziente ma anche per la famiglia. Dall’analisi della letteratura si evidenzia l’efficacia della prestazione a domicilio effettuata dagli infermieri con giusta formazione, teorica ed esperienziale, andando a incidere positivamente sull’andamento della malattia, sulla qualità di vita del paziente e della sua famiglia. In particolare l’efficacia avviene attraverso la costruzione di un progetto personalizzato e l’utilizzo di strumenti di valutazione. L’obiettivo della ricerca era avere una mappatura degli interventi domiciliari effettuati dal DSM dell’Ausl di Modena, attraverso uno studio osservazionale retrospettivo, anni 2008-2010. Lo studio prende in esame i dati con riferimento a pazienti con intervento domiciliare, la loro suddivisione per diagnosi e articolazione dei prodotti all’interno dei quali è erogata la prestazione. I dati emersi rivelano difformità nei criteri di eleggibilità diagnostica, disomogeneità tra i prodotti erogati e d’individuazione delle modalità progettuali adottate tra i diversi CSM del territorio di riferimento. Dalla successiva analisi qualitativa effettuata sul personale che opera nel territorio sono emersi elementi quali la necessità di aumentare le VD, riconoscendole come strumenti fondamentali per creare alleanza tra paziente/famiglia e operatore/servizio, attraverso una VD ben progettata che risente delle mancate rivalutazioni e obiettivi. Emerge inoltre il bisogno formativo specifico. L’analisi delle risorse non ha dato buon esito per la difficoltà a recuperare dati confrontabili tra loro. Il calcolo dell’implementazione è stato determinato da una valutazione dell’organico esistente per il CSM di Carpi, analizzando i pazienti con i criteri di eleggibilità necessaria per questo intervento, tenendo conto della patologia con l’analisi della complessità assistenziale. E’ stato calcolato inoltre il fabbisogno attraverso il PNR, adattato per le necessità evidenti che si rivelano nell’assistenza domiciliare in psichiatria.

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7 1. ASPETTI STORICO-NORMATIVI IN AMBITO PSICHIATRICO La storia della psichiatria in Italia ha origine a partire dai primi del „900 con la legge n. 36 del 14 febbraio 1904 (1) “sui manicomi e gli alienati” e il successivo Regolamento del 1909 (2). Essa parte dal concetto di diversità, esclusione, pericolosità del malato mentale: definiva l‟importanza della custodia e cura presso i manicomi per le persone affette da qualsiasi causa di alienazione. La legge di fatto poneva l‟obiettivo esclusivamente custodalistico e non faceva riferimenti di possibili interventi terapeutici o riabilitativi. La persona che veniva internata perdeva i suoi diritti civili (voto, transizioni economiche, libertà di scelta). La legge fondava su precisi elementi:  Il ricovero in manicomio è un provvedimento di polizia, attuato per pericolosità sociale o pubblico scandalo  Lo scopo è la custodia del malato di mente  In ogni provincia è presente un luogo di custodia, internamento e cura  In base al certificato medico, l‟autorità giudiziaria emette l‟ordinanza disponendo un ricovero provvisorio  Dopo un periodo di osservazione di un mese, il tribunale stabilisce l‟internato definitivo, con la perdita di tutti i diritti civili del malato. La follia veniva omologata alla barbarie e l‟istituzione manicomiale rappresentava “un modello culturale che, in una rappresentazione metaforica, separava nettamente i luoghi dell‟irrazionale, dalla non cultura, dell‟astoricità, dai luoghi del razionale, della storia, della civiltà e del progresso”. I malati mentali venivano “rinchiusi” perché non potessero nuocere e per non dessero scandalo. Il manicomio diviene così un deposito senza tempo che disappropriava l„individuo della sua identità.

Tesi di Master

Autore: Emanuela Ferri Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3702 click dal 28/11/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.