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Rischio di Credito e Valutazione della PD nelle Cooperative Italiane

Informazioni tesi

  Autore: Giampaolo La Torre
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Brescia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Bancaria, Finanziaria ed Assicurativa
  Relatore: Antonio Porteri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 207

Oggetto del presente lavoro è lo studio del rischio di credito collegato con il finanziamento delle aziende cooperative, con particolare riferimento agli aspetti quantitativi della valutazione stessa.
Si tratta di un argomento da sempre fonte di dibattito all'interno del movimento cooperativo stante la dimensione solitamente molto limitata delle singole realtà produttive e la conseguente cronica difficoltà nel reperimento delle risorse finanziarie. Negli ultimi anni tuttavia, a seguito dell'entrata in vigore nel 2007 della nuova regolamentazione bancaria in attuazione dall'accordo "Basilea 2", il dibattito ha subito un'ulteriore accelerazione.
Il tema centrale è stabilire se l'applicazione dei nuovi strumenti di gestione del rischio di credito che la predetta normativa ha introdotto ed in particolare i processi operativi di assegnazione dei rating alle realtà produttive costituite in forma "classica" (s.n.c., s.a.s, S.R.L, S.p.A, S.a.p.A) siano coerenti anche con la forma aziendale cooperativa.

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9 INTRODUZIONE Oggetto del presente lavoro è lo studio del rischio di credito collegato con il finanziamento delle aziende cooperative, con particolare riferimento agli aspetti quantitativi della valutazione stessa. Si tratta di un argomento da sempre fonte di dibattito all’interno del movimento cooperativo stante la dimensione solitamente molto limitata delle singole realtà produttive e la conseguente cronica difficoltà nel reperimento delle risorse finanziarie. Negli ultimi anni tuttavia, a seguito dell’entrata in vigore nel 2007 della nuova regolamentazione bancaria in attuazione dall’accordo “Basilea 2”, il dibattito ha subito un’ulteriore accelerazione. Il tema centrale è stabilire se l’applicazione dei nuovi strumenti di gestione del rischio di credito che la predetta normativa ha introdotto ed in particolare i processi operativi di assegnazione dei rating alle realtà produttive costituite in forma “classica” (s.n.c., s.a.s, S.R.L, S.p.A, S.a.p.A) siano coerenti anche con la forma aziendale cooperativa. Le principali linee d’indagine su cui si sono concentrati gli sforzi fino ad ora sono due:  da un lato ci si è domandati se la forma cooperativa evidenzi elementi sistemici tali per cui la sua rischiosità media, (in questo studio misurata dalla Probability Default), diverga da quella delle aziende private;  dall’altro lato sono stati fatti dei tentativi 1 per verificare la possibilità di modificare la struttura di ingegnerizzazione dei rating, utilizzati poi dal sistema bancario, al fine di recepire nel processo valutativo alcuni elementi tipici della forma cooperativa. Ci si riferisce nel dettaglio agli istituti della “Mutualità Prevalente”, delle “Riserve Indivisibili”, del “Prestito Sociale” e 1 Solo per citare i due più significativi ricordo la costituzione in seno a Legacoop della società BASEL 2 S. R. L. (promossa da CCFS, COOPFOND, GENERALFOND, CFI, CCC e CNS) che avrebbe dovuto avere il compito di fornire consulenza alle associate al fine di verificare le possibili attività mirate ad un miglioramento del rating bancario e il tentativo di CARIPARMA FRIULADRIA di strutturare al suo interno una procedura di generazione dei rating che tenesse conto di alcune specificità delle cooperative.

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