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Credit crunch: come si manifesta l'irrazionalità nella gestione dei fenomeni di crisi

La tesi tratta il fenomeno del credit crunch analizzandone sia gli aspetti macroeconomici che a livello di politica aziendale attraverso lo studio e analisi di statistiche effettuate dalla Banca d'Italia e cercando di individuare elementi caratteristici che aiutano ad individuare il fenomeno.

Nel redigere questo elaborato si è cercato di indagare il fenomeno complesso e controverso del credit crunch, che oggi interessa la nostra realtà economica. Nella prima parte della tesi si è prima di tutto indagata la funzione del rating partendo da un breve accenno su cosa è il rating, analizzandone poi funzione e sviluppo nel tempo. L’analisi del rating prosegue più nel dettaglio con lo studio dell’organizzazione interna delle agenzie e delle performance che le stesse conseguono, in particolare osservando più da vicino una delle tre maggiori agenzie statunitensi che abbiamo nominato nei capitoli precedenti, Moody’s. Abbiamo illustrato come opera l’agenzia e che tipo di scale di valutazione vengono utilizzate a livello pratico, cosi da adottare un approccio concreto e meno astratto.

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3 Introduzione Da molto ormai stiamo vivendo una crisi economica che ha colpito duramente a livello mondiale tutti i settori. Le proiezioni economiche non sono per nulla positive, la disoccupazione è in aumento, cosi come i prezzi dei beni di prima necessità, gli investimenti in drastica diminuzione, tutto questo porta un calo della domanda e molte aziende sono costrette a ridimensionare i loro piani aziendali. Si sta assistendo a un graduale rallentamento dell’innovazione e perdita costante di posti di lavoro con il rischio di piombare in una recessione profonda e duratura che suscita timori di collasso dei sistemi finanziari. La crisi si è molto aggravata dal 2007 a oggi inceppando i mercati all’ingrosso su cui le banche si approvvigionano di fondi. Gli investimenti alle imprese sono stagnanti, le esportazioni si sono contratte risentendo dell’indebolimento della domanda mondiale e le banche italiane hanno operato a loro volta un ulteriore irrigidimento dei criteri adottati per l’erogazione del credito. La redditività delle banche italiane sta risentendo della crisi, ma è pur vero che data l’esposizione relativamente contenuta al settore dei mutui sub-prime gli effetti è meno devastanti, il carattere meno sofisticato degli istituti italiani, infatti, ha preservato un buon grado di capitalizzazione e liquidità. Il nostro sistema bancario non ha concesso mai con facilità credito alle imprese per finanziare progetti senza garanzie, perciò ancora più evidente risultano ora le difficoltà di accesso al credito soprattutto per le PMI che spesso sono incapaci di fornirle; questo modus operandi paventa il rischio concreto di paralisi degli investimenti e di riflesso del sistema produttivo. Lo scenario non è confortante e la crisi di liquidità delle banche si riflette nel cosiddetto “credit crunch”, contrazione del credito, che indica un calo significativo dell’offerta di credito al termine di un prolungato periodo espansivo che accentua la fase recessiva. La chiusura avviene sostanzialmente per due ragioni diverse: una legata al rischio d’inflazione che porta le banche centrali ad alzare i tassi d’interesse per contenere l’espansione, l’altra

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Francesco Gentileschi Contatta »

Composta da 152 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.