Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il turismo responsabile come strumento per la cooperazione internazionale allo sviluppo? Il caso della Bosnia ed Erzegovina

« Il turismo responsabile come strumento per la cooperazione internazionale allo sviluppo? »
Questa è la mia domanda di ricerca. Ho cercato di trovare una risposta a questa domanda, ma nel corso della ricerca mi sono resa conto che non esiste una risposta chiara ed univoca ad un quesito così complesso, che si interroga a sua volta su altre due questioni: esiste un turismo che possa essere responsabile o è solo un’illusione? E poi, la cooperazione internazionale allo sviluppo adempie effettivamente al suo ruolo?
La mia tesi parte da un'analisi della teoria sulla cooperazione internazionale a livello generale, per poi analizzare il fenomeno del turismo sostenibile e responsabile. Il caso studio tratta come le ONG, le istituzioni locali bosniache, il Ministero degli Affari Esteri italiano e l'Unione Europea collaborano in cooperazione utilizzando lo strumento del turismo responsabile come strumento per lo sviluppo di paese ancora in difficoltà dopo la guerra.

Mostra/Nascondi contenuto.
9 INTRODUZIONE « Il turismo responsabile come strumento per la cooperazione internazionale allo sviluppo? » Questa è la mia domanda di ricerca. Ho cercato di trovare una risposta a questa domanda, ma nel corso della ricerca mi sono resa conto che non esiste una risposta chiara ed univoca ad un quesito così complesso, che si interroga a sua volta su altre due questioni: esiste un turismo che possa essere responsabile o è solo un’illusione? E poi, la cooperazione internazionale allo sviluppo adempie effettivamente al suo ruolo? La mia domanda di ricerca parte, forse, da un’utopia: il desiderio di far sì che il turismo possa rivelarsi un aiuto concreto per i Paesi poveri o meno sviluppati e che questo genere di aiuto possa essere sostenibile; il desiderio di non vedere più il turismo come qualcosa di scintillante che fa spendere migliaia di euro per vivere vacanze in resort di lusso e di conseguenza ne fa guadagnare altrettanti a chi offre i pacchetti all inclusive. La mia domanda di ricerca parte da qui e lo stesso desiderio, nel corso della ricerca, si scontra con la realtà grazie sia all’approfondimento teorico, che alla permanenza nel Paese che ha rappresentato il caso studio della mia tesi: la Bosnia Erzegovina. Grazie al Programma Exchange, infatti, l’Università degli Studi Milano Bicocca e l’Università di Sarajevo, mi hanno permesso di trascorrere tre mesi, da Ottobre e Dicembre 2011, in Bosnia Erzegovina precisamente a Sarajevo, la capitale. Questo periodo è stato utile perchØ mi ha permesso di vivere la vita quotidiana e i disagi che i cittadini e gli studenti bosniaci vivono tutti i giorni, ma è anche stata un’ottima opportunità per poter andar oltre all’apparenza della capitale. In questi mesi ho infatti visitato diverse località bosniache e, attraverso i lunghi viaggi in autobus, ho avuto l’occasione di essere più consapevole del territorio che stavo analizzando per la mia ricerca, anche grazie all’incontro con le persone. Vivere nella capitale mi ha permesso di capire i macromeccanismi che governano il Paese, mi ha permesso di entrare in contatto con la comunità internazionale che lavora in Bosnia Erzegovina e con le istituzioni. La possibilità invece di trascorrere giornate o weekend in altri luoghi simbolo, o meno, della Bosnia mi ha permesso di comprendere la differenza tra la

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Sociologia

Autore: Ilaria Urbani Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1506 click dal 05/12/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.