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Le aree valutarie ottimali. Il caso UME: critiche ai criteri di Mundell, trilemmi europei di politica economica

I paesi che decidono di aderire ad un'unione monetaria devono sopportare dei costi a fronte di diversi benefici. La perdita della politica monetaria intrapresa a livello di singolo paese, crea l’impossibilità di utilizzare strumenti di riequilibrio automatici, derivanti dal movimento del tasso di cambio della propria valuta, che preserva o modifica i livelli di produzione e occupazione. I paesi che aderiscono ad un'unione valutaria trovano maggiori benefici se sono caratterizzati da reciproca ed elevata mobilità del lavoro e flessibilità dei fattori. La flessibilità salariale e la mobilità dei lavoratori sono individuati, quindi come fattori in grado di assorbire shock asimmetrici e diminuire i costi di un’unione valutaria In particolare, ho analizzato il caso dell'Unione Monetaria Europea. Ho analizzato la perdita di competitività e i motivi di essi. Nell'ultima parte ho discusso di "fiscal compact" andando a determinare la necessità di una maggiore integrazione fiscale e politica; e"financial integration, discutendo dei reali benefici apportati da una elevata integrazione finanziaria.

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VI INTRODUZIONE L’oggetto dell’elaborato concerne lo studio delle aree valutarie, in particolar modo dell’Unione Monetaria Europea. Saranno trattati temi ri- guardanti le teorie tradizionali sull’ottimalità delle unioni valutarie. La determinazione di alcuni degli aspetti relativi le tradizionali teorie fanno sorgere perplessità. Si analizzeranno quindi, in modo critico queste teorie che hanno causato difficoltà e problemi in uno scenario non agevole co- me quello attuale, caratterizzato da una crisi che attraversa trasversal- mente tutti i settori e da una forte recessione. Una valuta unica all’interno di una determinata area geografica pone dinanzi a scelte so- prattutto di carattere economico. Vi sono dei costi da dover sopportare a fronte di diversi benefici. La perdita della politica monetaria intrapresa a livello di singolo paese, crea l’impossibilità di utilizzare strumenti di riequilibrio automatici, derivanti dal movimento del tasso di cambio del- la propria valuta, che preserva o modifica i livelli di produzione e occu- pazione. Mundell basa la propria teoria sull’assorbimento degli shock asimmetrici, indicati quali causa dei principali costi delle aree valutarie. La flessibilità salariale e la mobilità dei lavoratori sono individuati come fattori in grado di assorbire shock asimmetrici e diminuire i costi di un’unione valutaria. Nel corso del primo capitolo vengono presentati i costi che un paese, che aderisce a un’unione monetaria, deve sopportare. Basarsi però su pochi elementi risulta riduttivo, bisogna quindi un’analisi completa ed esaustiva che identifichi tutti i costi derivanti dall’adesione a un’unione valutaria. Il secondo capitolo tratta dei benefici, per i quali vale lo stesso discorso. I benefici, però sono difficilmente quantificabili in termini economici e per tale motivo rendono più complicata una valu- tazione integrata. Vi sono benefici che hanno efficacia diretta e indiretta,

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Giovanni Federico Contatta »

Composta da 113 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 961 click dal 11/12/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.