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La durata irragionevole del processo civile italiano

La problematica relativa ai tempi lunghi della durata dei processi civili in Italia: partendo dalle possibili cause, analizzando i rimedi esterni ed interni al procedimento, in un'ottica di tutela sovranazionale e nazionale, in particolare soffermandosi sulla riforma dell'art. 375 cpc, sul processo telematico e sul nuovo istituto della mediazione, nonchè sul diritto all'equa riparazione stabilito dalla Cedu, cui si rifà la legge Pinto.

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1 INTRODUZIONE LA DURATA IRRAGIONEVOLE DEI PROCESSI CIVILI COME PROBLEMA STORICO Il problema della durata dei processi in Italia non è un problema nuovo. Molto si è detto e molto si continuerà a dire, almeno fino a quando non si perverrà ad una soluzione. Sempre se si riuscirà a trovarla. Le cause sono molteplici. Un organico esiguo; aule di tribunale che devono essere divise a giorni alterni dai giudici; una coscienza più ampia che ha il cittadino sui propri diritti, e quindi lo stimolo che ha a farli valere; un numero alto di avvocati. Ma soprattutto un sistema processuale che non sembra in alcun modo tenere conto di tutte queste variabili. Il legislatore italiano si è a lungo non curato del problema. Il cittadino che vedeva quindi una tutela apprestata con ritardo, e per questo diventata inutile, aveva come unico “salvagente” la possibilità di ricorrere ad un organo extranazionale, la Corte Europea dei Diritti dell‟Uomo, che si è vista in questo modo oberata di un carico di lavoro che in realtà doveva essere gestito a livello nazionale. Proprio in vista di ciò, si è avuta la spinta che serviva per cercare di cambiare le cose: più volte condannata dalla Cedu, l‟Italia ha dovuto cercare di apprestare una tutela efficace ed effettiva per le eccessive durate processuali. Ha provveduto con la legge Pinto, che però prevede solo una tutela di tipo risarcitorio, non ponendo mano al sistema giudiziario. E

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Manuela Salomone Contatta »

Composta da 189 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2568 click dal 13/12/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.