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Il laboratorio di improvvisazione nella didattica jazzistica. Alcune riflessioni ed un'esperienza pratica

La tesi, dopo alcune riflessioni iniziali, affronta le tematiche della didattica jazzistica con particolare riferimento al laboratorio-orchestra (workshop) in cui si affrontano anche tematiche di improvvisazione con un approccio che affronta i diversi generi e stili musicali in modo sincretico.
La seconda parte della tesi è il resoconto del lavoro svolto da un laboratorio di 10 musicisti, che ha lavorato per circa un anno per la tesi, evolvendo poi in una vera e propria orchestra di improvvisatori, (la MARKESTRA) che ha realizzato un CD e si esibisce in concerti.

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1 1) INTRODUZIONE 1.1) Metodologia, pertinenza e finalità della tesi. La tesi che sto presentando a conclusione del mio triennio di studio presso questo Conservatorio è sostanzialmente ed effettivamente una tesi pratica. A prescindere da come essa sarà considerata in termini di valutazione finale, essa rappresenta per me un’esperienza sicuramente molto positiva di pratica musicale collettiva, oltre che di organizzazione e conduzione di un organico di musicisti improvvisatori. Centro del mio lavoro sono stati quindi quegli otto incontri – oltre naturalmente alla loro preparazione teorica ed organizzativa - molto più di queste pagine che, sostanzialmente, non faranno altro che riferire il lavoro svolto, dopo avere esposto i principi generali che lo hanno formato ed informato. A questo proposito vorrei qui brevemente, ma non per questo meno sentitamente, ringraziare i musicisti che vi hanno preso parte, dimostrando una serietà, un entusiasmo ed una generosità di Spirito che da sole mi ripagano ampiamente delle energie che ho dedicato a questa esperienza. Per comprendere appieno la metodologia del presente lavoro credo non si possa prescindere da chi lo propone: alla mia età il conseguimento del primo diploma di primo livello dovrebbe essere un ricordo lontano, eppure il mio non è affatto un caso isolato: il fatto che i corsi ordinari di jazz e musica popolare moderna siano stati aperti in anni relativamente recenti presso i Conservatori di Stato, ha fatto sì che molti musicisti che non avevano “a suo tempo” seguito un’istruzione accademica (non necessaria - almeno all’epoca - per svolgere l’attività di musicista in ambito extracolto, anche a livelli professionali) si ritrovassero ad essere compagni di corso di giovani accademici, quasi sempre più entusiasti, talvolta più preparati tecnicamente e/o teoricamente, ma in genere assai più inesperti e meno pronti ad affrontare la realtà composita e tutt’altro che facile della pratica musicale di buon livello. Queste differenze di età ed esperienza fra gli attuali studenti di molti conservatori italiani, potrebbero rivelarsi feconde in un prossimo futuro se l’incontro tardivo con la realtà accademica sarà occasione per colmare le lacune (spesso assai gravi) di molti musicisti

Laurea liv.I

Facoltà: Jazz

Autore: Marco Tocilj Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1216 click dal 13/12/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.