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I piani di stock option come strumento per incentivare la creazione di valore

La presente tesi di laurea riscontra la generalizzazione ed il consolidamento della creazione di valore come finalità principale dell’impresa, con i conseguenti piani di partecipazione azionaria a favore dei manager.
Come riportato, l’estendersi del c.d. azionariato diffuso ed i profondi cambiamenti avvenuti nei mercati finanziari, soprattutto con il sempre più importante ruolo degli investitori istituzionali nel capitale d’impresa (i quali esercitano una forte pressione purché si realizzi il massimo ritorno del capitale investito), hanno rappresentato il fondamentale fattore di accelerazione verso la creazione di valore.
In questo contesto (rilevabile in misura crescente anche in Italia), vengono illustrate, con riferimento all’esperienza americana e italiana, le caratteristiche e le applicazioni dei piani di Stock Option, generalmente intesi come lo strumento per l’incentivazione a medio-lungo termine, coerente con la creazione di valore e di conseguenza idoneo a correlarsi con obiettivi che eccedono l’orizzonte temporale del singolo esercizio e inquadrabile in una strategia che assicuri il durevole sviluppo dell’impresa.
Di fatto, la diffusione dei piani di Stock Option (per quanto riguarda il nostro Paese sono tuttavia altrettanto importanti le pratiche di Stock Grant soprattutto con riguardo al top management) ha profondamente modificato la struttura retributiva dei manager, aumentando fortemente il peso della parte variabile nei confronti di quella fissa.
Come riportato, sino alla metà dell’anno scorso il positivo andamento borsistico ha consentito ai manager, negli Stati Uniti come in Europa, di realizzare capital gain molto elevati e in molti casi chiaramente eccedenti la performance dell’impresa. Emerge in particolare l’offerta di Stock Option come plus per il reclutamento dei manager nella c.d. New Economy e nell’High Tech.
In seguito il ciclo è cambiato e molti titoli dell’High Tech e della New Economy sono crollati, nella maggior parte dei casi con prospettive di recupero incerto e comunque non di breve-medio periodo.
Il fenomeno interessa tuttora prevalentemente gli USA (ma non ne sono estranei i titoli del Nuovo Mercato in Italia), dove si susseguono i profit warnings delle imprese con le conseguenti cadute dei titoli.
Al di là dei casi di grave compromissione delle aspettative di sviluppo (non poche dot-com si trovano in questa situazione), quanto è accaduto in questo ultimo periodo fa sorgere qualche dubbio circa la conclamata efficienza del mercato, sinora ritenuta garanzia della misura della performance delle imprese (vedi i numerosi quanto importanti casi di “bubbles”).
La conclusione della tesi è che, mentre i sistemi di incentivazione azionaria in quanto tali non vengono posti in discussione, nel futuro essi dovrebbero maggiormente risultare ancorati alla creazione di valore in termini di capitale economico, che è necessario perseguire ancora più di prima.

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INTRODUZIONE

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative

Autore: Adolfo Davide Cianani Contatta »

Composta da 173 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 9120 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.