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Prevenzione, valutazione, gestione del rischio stress lavoro-correlato, un'applicazione del Metodo delle Congruenze Organizzative

La logica di prevenzione primaria espressa dalla Direttiva Europea 391/89, recepita in Italia con il D.Lgs. 626/94, incoraggiava l’attuazione di interventi di prevenzione primaria, finalizzati ad evitare i rischi sui luoghi di lavoro prima che essi potessero manifestarsi. Con l’approvazione del più recente D.Lgs. 81/08 si è invece assistito ad uno scostamento verso una prevenzione di tipo secondario, diretta cioè a contenere un rischio già presente sul luogo di lavoro.
L’allontanamento della normativa giuridica dal concetto di prevenzione primaria è particolarmente evidente per quanto riguarda lo stress lavoro-correlato, dove si assiste altresì ad un tentativo di una sua matematizzazione con conseguente diffusione di modelli atti a quantificare l’esperienza di stress. Le caratteristiche di multifattorialità e aspecificità del fenomeno richiederebbero invece un’interpretazione basata più su criteri quali la logica e la causazione adeguata piuttosto che su nessi di causazione necessaria o probabilistica.
Gli strumenti di analisi ed intervento delle situazioni di lavoro appaiono oggi tutt’altro che univoci, facendo emergere una capacità di dialogo interdisciplinare assai ridotta. Il concetto di costrittività organizzativa, intesa come limitazione degli impegni sensoriali, mentali e fisici dell’individuo in situazioni organizzate, si propone come anello di collegamento tra differenti conoscenze (organizzative, biomediche, psicologiche, giuridiche, ergonomiche, politecniche) offrendo al contempo una concezione antropocentrica dove il lavoro deve essere progettato “a misura di uomo” (e non viceversa).
Il Metodo delle Congruenze Organizzative, derivato dalla Teoria dell’Agire Organizzativo, secondo cui l’organizzazione è un processo di azioni e decisioni basato su criteri di razionalità limitata ed intenzionale, si propone come strumento di analisi e progettazione delle situazioni di lavoro pienamente compatibile da un lato con quanto richiesto dal testo unico, dall’altro con la peculiare natura dello stress. La ricerca in oggetto mostra un’applicazione pratica del Metodo in una situazione di lavoro tipicamente “da ufficio”, con l’obiettivo di mostrare come esso ben si presti ad identificare le condizioni che potrebbero avere effetti negativi sulla salute dei lavoratori, che sono sempre inevitabilmente frutto di scelte.

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6 ABSTRACT La logica di prevenzione primaria espressa dalla Direttiva Europea 391/89, recepita in Italia con il D.Lgs. 626/94, incoraggiava l’attuazione di interventi di prevenzione primaria, finalizzati ad evitare i rischi sui luoghi di lavoro prima che essi potessero manifestarsi. Con l’approvazione del più recente D.Lgs. 81/08 si è invece assistito ad uno scostamento verso una prevenzione di tipo secondario, diretta cioè a contenere un rischio già presente sul luogo di lavoro. L’allontanamento della normativa giuridica dal concetto di prevenzione primaria è particolarmente evidente per quanto riguarda lo stress lavoro-correlato, dove si assiste altresì ad un tentativo di una sua matematizzazione con conseguente diffusione di modelli atti a quantificare l’esperienza di stress. Le caratteristiche di multifattorialità e aspecificità del fenomeno richiederebbero invece un’interpretazione basata più su criteri quali la logica e la causazione adeguata piuttosto che su nessi di causazione necessaria o probabilistica. Gli strumenti di analisi ed intervento delle situazioni di lavoro appaiono oggi tutt’altro che univoci, facendo emergere una capacità di dialogo interdisciplinare assai ridotta. Il concetto di costrittività organizzativa, intesa come limitazione degli impegni sensoriali, mentali e fisici dell’individuo in situazioni organizzate, si propone come anello di collegamento tra differenti conoscenze (organizzative, biomediche, psicologiche, giuridiche, ergonomiche, politecniche) offrendo al contempo una concezione antropocentrica dove il lavoro deve essere progettato “a misura di uomo” (e non viceversa). Il Metodo delle Congruenze Organizzative, derivato dalla Teoria dell’Agire Organizzativo, secondo cui l’organizzazione è un processo di azioni e decisioni basato su criteri di razionalità limitata ed intenzionale, si propone come strumento di analisi e progettazione delle situazioni di lavoro pienamente compatibile da un lato con quanto richiesto dal testo unico, dall’altro con la peculiare natura dello stress. La ricerca in oggetto mostra un’applicazione pratica del Metodo in una situazione di lavoro tipicamente “da ufficio”, con l’obiettivo di mostrare come esso ben si presti ad identificare le condizioni che potrebbero avere effetti negativi sulla salute dei lavoratori, che sono sempre inevitabilmente frutto di scelte.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Sociologia

Autore: Valerio Miceli Contatta »

Composta da 216 pagine.

 

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