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Oltre la Tragedia dei Beni Comuni: La gestione delle Common-Pool Resources e il Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino

Informazioni tesi

  Autore: Marco Molteni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze storiche
  Relatore: Giulio Sapelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 173

Questo elaborato rappresenta un tentativo di approfondire e mettere a fuoco la teoria di Elinor Ostrom, vincitrice del Nobel per l'economia nel 2009, riguardo la gestione delle Common-Pool Resources, tradotti in italiano come beni collettivi o beni comuni. La teoria di Ostrom, sebbene ancora in fase di continua rielaborazione, è stata vista e interpretata come una terza via fra la gestione privata e quella statale delle risorse. A tal fine si è presa in considerazione il Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino, un bosco gestito come proprietà collettiva indivisa dal XIII secolo, per verificare sul piano empirico se i Design Principles elaborati dalla teoria di Ostrom fossero validi anche per questa realtà.
Data la difficoltà a reperire pubblicazioni tradotte in lingua italiana nel primo capitolo si è cercato di chiarire il significato dei termini Commons e Common-Pool Resources attraverso contributi recenti del mondo accademico internazionale. Il secondo capitolo si occupa di due dei temi dominanti della teoria, la proprietà e l'istituzione preposta alla gestione. Prezioso è il contributo di Paolo Grossi, storico del diritto, per quanto riguarda la parte riguardante la proprietà. E' stata inoltre studiata e analizzata la lista dei Design Principles di Ostrom per una istituzione gestionale sostenibile, confrontandola criticamente e aggiornandola con contributi più recenti di altri studiosi della teoria. Nell'ultimo capitolo si è analizzato il caso di studio del Bosco delle Sorti della Partecipanza, mettendo a fuoco lo sviluppo storico dell'istituzione preposta alla sua gestione attraverso l'analisi degli archivi della partecipanza stessa e degli Statuti, nonchè il ricorso all'intervista diretta di alcuni dei protagonisti della sua storia.
Come si evince dalle conclusioni, per più di sette secoli, l'istituzione della Partecipanza ha permesso alla risorsa Bosco di essere gestita in modo sostenibile senza l'intervento dello Stato, né di un singolo individuo che accentrasse tutta la proprietà su di esso, rivelandosi un buon esempio per la solidità della Teoria di Ostrom. Successivamente, dagli anni '50 ad oggi, la progressiva crisi del mercato del legno, sia come combustibile che come materiale da opera, ha spinto la Partecipanza a collaborare sempre più con lo Stato italiano e con l'Unione Europea attraverso la creazione di un Parco Naturale Regionale e l'inserimento dello stesso nella Rete Natura 2000. In questo modo la proprietà è rimasta nelle mani della Partecipanza, ma questa può avvalersi della collaborazione di Enti istituzionali di livello superiore e conseguentemente del loro riconoscimento, elemento ritenuto fondamentale da Ostrom ( Design Principle n° VIII ).

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5 Introduzione La Storia Economica è una continua tensione alla comprensione degli eventi umani nel tentativo di spiegarci la realtà odierna. La Teoria Economica, invece, è lo sforzo titanico dell’uomo che attraverso lo studio “matto e disperatissimo” di numeri e modelli tenta di intravedere il futuro, in una sorta di previsione. Elinor Ostrom ha vinto il premio Nobel per l’Economia nel 2009 per i suoi studi sulla gestione collettiva delle Common-Pool Resources. Il lavoro e la ricerca di Ostrom però non si occupano di quel genere di economia che tutti immaginiamo. Laddove un marginalista equilibra domanda e offerta con modelli e formule complesse, Ostrom narra di un gruppo di contadini che, senza essere retribuiti, lavorano l’uno al fianco dell’altro, perché solo in questo modo possono costruire la diga collettiva che garantisce l’acqua per inondare le risaie di loro proprietà. Quella stessa diga che ogni anno la stagione delle piogge spazza via e che ogni anno i più giovani della comunità, sotto la supervisione degli anziani, ricostruiscono in nome di una tradizione che non è vuota venerazione del passato, ma sopravvivenza e autoconservazione. In queste comunità si sente quell’empatia, o meglio la “συμπάθεια”, che lo Smith della “Teoria dei Sentimenti Morali” ritiene fondamentale per il funzionamento di quella “Mano Invisibile” tanto decantata dai suoi epigoni. In queste realtà, maledettamente sbagliate agli occhi dell’Homo Oeconomicus, non si mira all’efficienza, né all’accumulazione materiale, ma alla sostenibilità della risorsa che dà senso alla comunità stessa, perché di essa ne è la fonte vitale, direttamente o indirettamente. L’approccio di Ostrom è prevalentemente empirico perché cerca di sviluppare interpretazioni e teorie partendo dall’esperienza e non di costruire modelli che abbiano poi anche un riscontro con una serie di realtà sensibili. Il suo è un esperimento di “antropologia economica”. Un tentativo di studiare e analizzare il maggior numero di realtà possibili al fine di trovare i paradigmi dell’azione collettiva e dell’agire umano, nella dimensione economica. Il superamento dell’Homo Homini Lupus di fronte alla possibilità di sfruttare gratuitamente una risorsa comportandosi da Free-Rider. Molti dei casi studiati da Ostrom ci offrono una testimonianza, storica, del fallimento della lotta dell’individuo contro l’individuo per l’affermazione di sé stessi e del raggiungimento del benessere personale. In molti di quei casi, questa non ha portato benessere diffuso, ma soprattutto sopraffazione. È il superamento della celebrazione dell’idea che individui singoli “se agiscono per proprio interesse, economico, portano alla fine all’benessere, economico, generale”. Così come si guarda criticamente al sistema di Mercato odierno fondato sulla competizione estrema fra gli

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