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Esposizione a silice cristallina in ambiente lavorativo. Influenza dei sistemi di campionamento e analisi sulla valutazione dell'esposizione professionale e del rispetto dei l imiti massimi consentiti.

Informazioni tesi

  Autore: Mattia Carugo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze e Sicurezza Chimico-Tossicologiche dell'Ambiente
  Corso: Scienze e Sicurezza Chimico-Tossicologiche dell'Ambiente
  Relatore: Corrado Lodovico Galli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 96

Esposizione a silice cristallina in ambiente lavorativo. Influenza dei sistemi di campionamento e analisi sulla valutazione dell'esposizione professionale e del rispetto dei l imiti massimi consentiti.

La valutazione del rischio espositivo a silice cristallina in ambito lavorativo è uno degli argomenti che da lunghissimo tempo sono stati affrontati da igienisti industriali e medici del lavoro. Ciononostante diversi aspetti di questo problema continuano ad essere oggetto di studio non avendo ancora trovato risposte definitive. Tra le problematiche aperte, rimangono di particolare rilievo gli aspetti relativi ai metodi di campionamento ed analisi della silice cristallina aerodispersa, ai fini della quantificazione della esposizione professionale.
La parte sperimentale del presente studio ha riguardato il confronto fra alcuni dei selettori attualmente più utilizzati per il campionamento della frazione respirabile della polvere ambientale, delle diverse membrane filtranti impiegate come supporto di campionamento e delle due modalità utilizzate dai laboratori analitici per la taratura della strumentazione, vale a dire la via eolica e la via per deposizione ad umido.
Sono stati confrontati i selettori GS-3 e Casella/Higgins-Dewell, utilizzando prelievi effettuati all‟interno di una camera di impolveramento in laboratorio. Sono state inoltre confrontate membrane filtranti in polivinilcloruro (PVC), policarbonato (PC) e argento (Ag). I risultati ottenuti per deposizione eolica della silice cristallina (standard NIST 1878a) su ciascun tipo di membrana filtrante, sono stati confrontati con quelli ottenuti per deposizione umida sullo stesso supporto.
I confronti sono stati effettuati valutando il limite di sensibilità e l‟incertezza analitica ottenibili tramite dosaggio della silice cristallina per diffrattometria a raggi-X. [...]

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7 1. Silice – Forme cristalline e presenza in natura 1.1. La silice libera La silice (biossido di silicio – SiO 2 ) è un composto che risulta dalla combinazione dei due elementi più abbondanti sulla superficie terrestre: il silicio e l´ossigeno. Con il termine silice libera ci si riferisce alle sue fasi cristalline e amorfe, non combinate con altri elementi per dar luogo a silicati più o meno complessi. Le fasi cristalline ritrovabili in natura sono principalmente tre: - Quarzo - Tridimite - Cristobalite Queste sono stabili ai seguenti intervalli di temperatura: – Quarzo → 870° ←Tridimite → 1470° ← Cristobalite →1710 °C (p.f.) A esse si aggiungono le forme amorfe: - Opale - Vetro vulcanico La silice costituisce un esempio notevole di polimorfismo, nel complesso si conoscono più di 25 forme, tra stabili instabili e metastabili, buona parte riconducibili alle tre principali strutture cristalline di base già citate.

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