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L'Allargamento dell'Unione europea: il caso della Macedonia

Il processo di allargamento dell'Unione europea continua verso i Balcani Occidentali dove attualmente tra i paesi candidati all'adesione ce anche la Repubblica di Macedonia, paese divenuto indipendente nel 1991 dopo la dissoluzione della ex Jugoslavia, che tra molte difficoltà ma anche progressi positivi procede verso l'integrazione nell'Unione europea. l'ostacolo principale che la Macedonia si trova sulla sua strada, oltre alla situazione economica per nulla da invidiare, sono i rapporti con i paesi vicini, in particolare la Grecia, la quale da sempre ha impedito alla Macedonia l'ingresso in qualsiasi organizzazione internazionale (la Grecia ha infatti messo più volte il veto sull'ingresso nella NATO, l'ultima volta è stato nel 2008). La condizione posta dai greci viene ripetuta ai Vertici europei ogni anno, e cioè cambiare il nome Costituzionale della Macedonia fortemente voluto dalla Grecia ma impensabile per i macedoni, sembra che sia l'unico modo possibile per l'integrazione di questo piccolo paese nell'Ue. L'ultimo Summit dell'Ue ha confermato ancora una volta la politica di non collaborazione che la grecia sta conducendo nell'impedire al suo vicino l'adesione all'unione.

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3 Introduzione La vita di una qualsiasi organizzazione di stampo regionale è composta da due dimensioni fondamentali, diverse e complementari: “deepening” e “widening”. Mentre con la prima si intende l'approfondimento del processo di integrazione, vale a dire l'estensione della collaborazione fra Stati a nuovi settori e un maggiore impegno nella cooperazione stessa, con il secondo termine si intende l'ampliamento della “base sociale”, vale a dire degli Stati che fanno parte dell'organizzazione. Una delle sfide del processo di integrazione, dunque, consiste nel fare in modo che una non avvenga a spese dell'altra. Seppur nel rispetto dei limiti imposti dalla geografia del continente europeo, l'Unione europea tende ad includere paesi ancora “terzi”, al fine di rafforzarsi ulteriormente e di rendere, quindi, piø agevole il raggiungimento di quegli obiettivi di pace, stabilità e miglioramento delle condizioni di vita, in nome dei quali Ø stata fondata. Ogni allargamento va inoltre a potenziare un'ampia attività culturale e linguistica 1 che rappresenta un aspetto distintivo dell'Unione europea. L’arrivo dei nuovi membri, che portano con sØ un patrimonio culturale estremamente ricco, accentuerà le diversità dell’Unione stessa. L’allargamento favorirà gli scambi di idee e la comprensione degli altri europei. Si può quindi affermare che nell'Unione europea l'allargamento è un processo “permanente”. Essa ha una continua tendenza all'allargamento. Tuttavia, tale processo non è automatico, ma è subordinato al soddisfacimento di requisiti ben precisi, fra cui in primo luogo l'esistenza di uno Stato democratico e il rispetto dei diritti umani. Il processo di adesione coinvolge sia gli Stati membri sia le istituzioni dell'Unione e, talvolta, le popolazioni del paese candidato (quando questi vengono 1 Dal 1° gennaio 2007, l’Unione europea conta 23 lingue ufficiali: il bulgaro, il ceco, il danese, l’estone, il finnico, il francese, il greco, l’inglese, l’irlandese, l’italiano, il lettone, il lituano, il maltese, l’olandese, il polacco, il portoghese, il rumeno, lo slovacco, lo sloveno, lo spagnolo, lo svedese, il tedesco e l’ungherese. La legislazione dell’UE è pubblicata in tutte le lingue ufficiali ed i cittadini possono usare una qualsiasi di queste lingue per rivolgersi alle istituzioni dell’UE. In Europa si parlano ovviamente molte altre lingue oltre a quelle ufficiali dell’UE e questa varietà di lingue nazionali e regionali è motivo di orgoglio per gli europei, in quanto parte importante del loro ricco patrimonio culturale.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Angela Temelkova Contatta »

Composta da 80 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1956 click dal 09/01/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.