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Internazionalizzazione e cooperazione economica. I rapporti tra Italia e Tunisia

La Tunisia è il paese magrebino più vicino all'Italia, ma la sua vicinanza non è solo geografica, anzi l'Italia e la Tunisia intrattengono rapporti politici ed economici da secoli.
In Tunisia esistono 744 imprese italiane, il Made in Italy rappresenta una discreta fetta degli investimenti esteri ma l'Italia in realtà soprattutto a seguito della “Rivoluzione dei Gelsomini”1 sta avendo un ruolo attivo nell'aiutare il paese magrebino ad uscire dal periodo d'incertezza politica ed economica che sta attraversando.
Infatti il nostro paese risulta uno dei promotori dell'interscambio economico con la Tunisia tramite diverse iniziative tra cui la promozione degli IDE2 già esistenti.
Nonostante l'incertezza economica, il settore agricolo tunisino continua a svilupparsi ed è da esso che parte la mia analisi, in particolare nel settore viticolo.
La Tunisia produce uva e vini di buona qualità nonostante i divieti coranici ed è lì che un'azienda siciliana ha deciso di estendere la propria produzione.
L'azienda palermitana “Calatrasi” è presente dal 2001 nel nord della Tunisia, in particolare nella zona di Grombalia e produce vino italiano di buona qualità tramite manodopera tunisina della cui formazione si occupa l'azienda stessa.

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Capitolo secondo Quadro economico recente e attuale della Tunisia  L'economia tunisina prima della “Rivoluzione dei Gelsomini” La Tunisia nonostante la piccola estensione territoriale si presenta come un mosaico di territori e climi, essa infatti viene considerata a livello climatico sia un Paese mediterraneo sia presahariano quindi tre quarti della sua superficie vengono considerati aridi, semi aridi o desertici. Nonostante questo, il settore produttivo principale è quello primario. Il punto debole di questo settore è però la forte disuguaglianza tra nord collinare e prospero e sud desertico. Nella regione nord infatti si concentra l'80% della ricchezza nazionale e tre quarti della popolazione. La regione sud invece occupa tre quarti della superficie nazionale ma a causa dell'erosione dovuta a venti secchi e all'aridità progressiva è sfruttabile solo per l'allevamento e per un'agricoltura di sussistenza. Con gli anni Ottanta la situazione comincia a cambiare: il governo grazie agli aiuti dell'FMI e della Banca Mondiale adottò un piano di riassestamento interno, le manovre principali furono: liberalizzazione del mercato interno, apertura agli IDE, riforma finanziaria e fiscale. Gli anni Novanta invece segnarono la totale apertura verso il mercato globale, nel 1993 il governo tunisino produsse un codice di investimenti che stabilisce il principio della libertà d’investimento nel 12

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Marta Ferraro Contatta »

Composta da 38 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2372 click dal 21/12/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.