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La concorrenza sleale per interposta persona

La concorrenza sleale consiste nell'utilizzare tecniche e mezzi illeciti per ottenere un vantaggio sui competitori o per arrecare loro un danno.
La legge garantisce l’esistenza di un ordine concorrenziale attraverso la fissazione di regole che garantiscano la libertà di azione dell’individuo. La concorrenza è un elemento fondamentale di un ordinamento che assicura il perseguimento della dignità dell’uomo
Un atto di concorrenza sleale può essere commesso mediante un pactum sceleris. Letteralmente, il pactum sceleris (“patto di scelleratezza” o meglio “patto per il delitto”) è l’accordo raggiunto tra due o più soggetti per commettere una o più azioni delittuose. Si costituisce così, in pratica, l’associazione a delinquere. Il pactum sceleris coinvolge, quindi, quei soggetti che, riunitisi in un sodalizio criminoso, agiscono nella piena coscienza e volontà di farvi parte, attraverso la realizzazione di una serie anche indeterminata di delitti.
La tesi si concentra proprio sulla rilevanza del ruolo del terzo interposto nell'ambito della concorrenza sleale comprendendo le varie problematiche, sempre molto attuali, sull'inquadramento di questo soggetto.

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CAPITOLO I: LA FIGURA DELL'EXTRANEUS NELL'AMBITO DELLA DISCIPLINA DELLA CONCORRENZA SLEALE §.1 La nozione di concorrenza sleale: inquadramento della fattispecie come forma patologica dell'iniziativa economica privata e limiti alla concorrenza La concorrenza sleale consiste nell'utilizzare tecniche e mezzi illeciti per ottenere un vantaggio sui competitori o per arrecare loro un danno 1 . Gli atti di concorrenza sleale si configurano quando al principio di leale competizione nel settore economico si oppongono fattori di distorsione che alterano in maniera illecita la concorrenza di più soggetti giuridici sul mercato. Solo un sistema concorrenziale può garantire condizioni di pari opportunità di accesso al processo produttivo, consentendo per questa via il pieno sviluppo delle potenzialità della personalità (art. 3 co2 cost.) 2 . 1 FERRI, M., Manuale di diritto commerciale, Torino, 2010, 148; GHIDINI, G., la concorrenza sleale, in Giur. sist. di dir. civ. e comm., Torino, 2001, 14s; Secondo la giurisprudenza (cfr. Cass. civ., 30 luglio 1996, n. 6887, in Dir. ind., 1997, I, 131), la concorrenza sleale consiste in attività dirette ad appropriarsi illegittimamente dello spazio di mercato ovvero della clientela del concorrente, che si concretizzano nella confusione di segni prodotti, nella diffusione di notizie e di apprezzamenti sui prodotti o sull'attività del concorrente o in atti non conformi alla correttezza professionale; con la conseguenza che l'illecito non può derivare dal danno commerciale in se, né nel fatto che una condotta individuale di mercato produca diminuzione di affari nel concorrente, in quanto il gioco della concorrenza rende legittime condotte egoistiche, dirette al perseguimento di maggiori affari, attuate senza rottura delle indicate regole legali della concorrenza. 2 E' necessario delineare alcuni cenni storici sulla disciplina in discorso. In Italia, sull'esempio della Francia, la giurisprudenza cominciò ad applicare a tutte le ipotesi di comportamenti sleali l'art.1151 c.c. del 1865, secondo cui «qualunque fatto dell'uomo che arreca danno ad altri, obbliga quello per colpa del quale è avvenuto a risarcire il danno». La concorrenza sleale fu, così, considerata una species del generale illecito civile. La prima norma emanata per reprimere la concorrenza sleale è quella introdotta con la Convenzione Internazionale di Parigi del 1883; ma fu solo con la conferenza di revisione nella convenzione di Bruxelles dell'11 dicembre 1900 che venne aggiunto al testo della Convenzione generale l'art.10 bis all'effetto di 3

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Antonello Cani Contatta »

Composta da 75 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.