Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Scrittura (e lettura) del desiderio. Gli Incipit di ''Se una notte d'Inverno un Viaggiatore'' di Italo Calvino.

Si legge Calvino scivolando tra le sue parole. Se ne assapora l’armonia che le lega, il ritmo veloce, il potere evocativo di ogni suono. Come se fosse voce di sirena, la poeticità intrinseca degli incipit di "Se una notte d’inverno un viaggiatore" dà, di primo acchito, l’impressione di un canto d’amore.

Due corpi che si amano, questo potrebbe leggere il lettore. Eppure, proprio nel momento in cui ci si sofferma sull’immagine, se ne indagano i contorni, si scopre un intero mondo sotto: irruento, forte, a volte crudo. Si sente il desiderio scorrere dalla penna al foglio. È voluttà, è corporeità, è fusione non in un abbraccio ma in una stretta, quasi una morsa.

Il desiderio è evidentemente l’elemento chiave su cui si sviluppano le trame degli incipit e, al di là del Viaggiatore, esso permea tutta l’opera calviniana.[...]Per comprenderlo pienamente bisognerà quindi analizzare la sorgente, ovvero "La chiave", in cui Tanizaki svela determinati retroscena che in Calvino sono solo intuibili.

Mostra/Nascondi contenuto.
6 Scrittura (e lettura) del desiderio. Gli incipit di Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino Introduzione Si legge Calvino scivolando tra le sue parole. Se ne assapora l’armonia che le lega, il ritmo veloce, il potere evocativo di ogni suono. Come se fosse voce di sirena, la poeticità intrinseca degli incipit di Se una notte d’inverno un viaggiatore dà, di primo acchito, l’impressione di un canto d’amore. Due corpi che si amano, questo potrebbe leggere il lettore. Eppure, proprio nel momento in cui ci si sofferma sull’immagine, se ne indagano i contorni, si scopre un intero mondo sotto: irruento, forte, a volte crudo. Si sente il desiderio scorrere dalla penna al foglio. È voluttà, è corporeità, è fusione non in un abbraccio ma in una stretta, quasi una morsa. Il desiderio è evidentemente l’elemento chiave su cui si sviluppano le trame degli incipit e, al di là del Viaggiatore, esso permea tutta l’opera calviniana. Oggi più che mai, in una società materialista dove la mercificazione e il consumo hanno assorbito tutto il possibile, l’amore mentale, il godimento immaginario, sembrano fari che lontani indicano una strada perduta. Ma dove porta il sentiero sensuale tracciato da Calvino? Il fine di questo studio sarà comprendere il significato metaforico che il desiderio riveste nei dieci micro-romanzi, articolando l’analisi in tre diverse sezioni. Par où commencer?, si chiederebbe Roland Barthes a questo punto. Sicuramente non si può prescindere da un’analisi linguistica del testo, dove parola e immagine si incontrano dando vita a un eros quanto mai leggero e rarefatto. La valenza simbolica, forte in Calvino, fa della tensione sensuale un possibilità di percezione del

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Giovanna Grasso Contatta »

Composta da 83 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3614 click dal 10/01/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.