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L'educazione del bambino dalla nascita ai sei anni - Come le regole genitoriali sono necessarie per uno sviluppo armonico della personalità

Oggi assistiamo sempre più ad una forte confusione da parte dei genitori riguardo l'educazione dei figli e il loro ruolo come educatori e modelli di comportamento e di vita. In questa tesi sono presentate le diverse fasce d'età del bambino dalla nascita ai sei anni, e per ognuna sono presentati i compiti di sviluppo, l'importanza dei no e delle regole, le modalità con cui è giusto darle, l'atteggiamento corretto della coppia genitoriale, che deve riuscire a negoziare uno stile educativo comune. La coerenza educativa infatti è una delle qualità fondamentali per uno sviluppo armonico della personalità. Infine viene trattato l'atteggiamento provocatorio e oppositivo che alcuni bambini assumono e le modalità di intervento in questi casi.

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5 INTRODUZIONE L’obiettivo dell’educatore è rendersi inutile. Questa affermazione può sembrare strana se non addirittura errata, considerata la difficoltà che hanno oggi molti genitori nel lasciar andare il bambino da solo fuori di casa o nell’incoraggiarlo a diventare autonomo. Eppure l’educazione dovrebbe essere finalizzata proprio a questo, a fare in modo che la persona, man mano che cresce, diventi responsabile di se stessa e delle proprie azioni, prendendosi cura di sé e della sua eventuale futura famiglia. Per poter riuscire in questo compito è importante che i genitori, gli insegnanti, gli psicologi e gli educatori in genere, siano sufficientemente convinti che in educazione il dare regole e limiti favorisca la vita stessa, e che permettere ad un bambino di affrontare delle frustrazioni ai propri desideri (ovviamente adeguati alla fase evolutiva) gli consenta di sviluppare la grande capacità della resilienza per affrontare il mondo, che richiede continuo impegno personale e abilità nell’affrontare, sopportare e superare lo stress quotidiano. L’obiettivo principale di questa tesi è individuare ed evidenziare il senso e l’utilità del dare regole e limiti per aiutare il bambino a raggiungere i compiti di sviluppo necessari per la sua età, grazie ai quali può seguire uno sviluppo regolare verso sempre più una maggior autonomia. In particolare è stata considerata la fascia d’età dalla nascita ai sei anni, suddivisa in: fase neonatale, età dei capricci (2-3 anni) e fase della prima socializzazione e dei giochi (4-6 anni) perché ritenuta molto significativa per lo sviluppo della personalità. Inoltre si cerca di dimostrare come alcuni stili educativi, per esempio l’autoritarismo o il lassismo, possano provocare dei danni nello sviluppo dell’identità del bambino, della sua autostima, che di conseguenza incidono sulla capacità di essere autonomo. La tesi, pertanto, è strutturata in queste tre parti che rispecchiano il percorso logico che è stato seguito nel lavoro di ricerca ed elaborazione del materiale. Nel primo capitolo è inizialmente definito il significato di “stile genitoriale”, con l’esposizione di una schematizzazione ripresa dall’approccio adleriano e da quella che fa riferimento all’Analisi Transazionale; nel secondo paragrafo sono esposti i motivi per cui le regole sono così importanti, con l’analisi dei due poli che caratterizzano i legami familiari secondo Paolo

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Lisa Chiaradia Contatta »

Composta da 47 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4067 click dal 22/01/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.