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Il conflitto del Kashmir: l'approccio della Peace Research

Informazioni tesi

  Autore: Aldo Lubrani
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni Internazionali
  Relatore: Maria Luisa  Maniscalco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 222

Il presente elaborato verte sullo studio analitico dei conflitti e sui vari approcci adottati dalla Peace Research, che mirano essenzialmente a trasformare un conflitto violento attraverso mutamenti che incidono sulla sua escalation. Verranno trattate in tal contesto le dinamiche e le caratteristiche attraverso le quali si compone un conflitto, si articola, cresce e si trasforma da “distruttivo” a “costruttivo”, gli approcci utilizzati da alcuni padri fondatori della trasformazione dei conflitti, in particolare traendo spunto dai modelli triangolari del sociologo norvegese Joahn Galtung e dal modello di escalation del conflitto di Friedrich Glasl, nonché l’applicazione pratica di questi schemi ad un contesto particolarmente attivo e dinamico contrassegnato da oltre cinquant’anni d’ostilità, quale il Kashmir.
L'eredità della mia ricerca mostra la straordinarietà del conflict trasformation, che si pone come il migliore approccio per imprimere un cambiamento costruttivo al conflitto poiché è basato sulla semplicità relazionale e sulle regole principali di ogni efficiente negoziazione diplomatica lasciando però, ampio margine di azione ai mediatori o ad altre figure internazionali di agire seguendo la propria creatività, le proprie emozioni e percezioni, e la propria personale esperienza e che, contrariamente ad ogni visione pessimista, permette di imprimere un radicale cambiamento al contesto violento non mediante altrettanta violenza ma sedando direttamente i germogli conflittuali impressi nella cultura e nelle istituzioni, principali promotori di sentimenti e stati emozionali forti e condivisi dalla società. Quindi la parola chiave del conflict trasformation è sita proprio nella sua essenza, nella trasformazione, nella conversione e nell’azione promossa con fini e strumenti diversi da quelli tradizionali, con i quali è possibile imprimere un radicale cambiamento e una speranzosa eredità: la violenza può essere curata, convertita ed assumere finalità e caratteri costruttivi che verranno impressi nella costituzione di un nuovo ordine pacifico.

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Introduzione Il presente elaborato verte sullo studio analitico dei conflitti e sui vari approcci adottati dalla Peace Research, che mirano essenzialmente a trasformare un conflitto violento attraverso mutamenti che incidono sulla sua escalation. Verranno trattate in tal contesto le dinamiche e le caratteristiche attraverso le quali si compone un conflitto, si articola, cresce e si trasforma da “distruttivo” a “costruttivo”, gli approcci utilizzati da alcuni padri fondatori della trasformazione dei conflitti, in particolare traendo spunto dai modelli triangolari del sociologo norvegese Joahn Galtung e dal modello di escalation del conflitto di Friedrich Glasl, nonché l’applicazione pratica di questi schemi ad un contesto particolarmente attivo e dinamico contrassegnato da oltre cinquant’anni d’ostilità, quale il Kashmir. Nel capitolo iniziale mi soffermo inizialmente sulla definizione del conflitto, che non è univoca ed applicabile ad ogni contesto, poiché si compone di varie sfumature e sfaccettature legate proprio al concetto di pace. Ci sono autori come Galtung che definiscono il conflitto come “una incompatibilità (o scontro, divergenza, opposizione,) tra scopi (o interessi, valori, bisogni, etc) perseguiti da attori diversi (persone, gruppi, nazioni)” 1 . Tale incompatibilità non può essere debellata pienamente, ma trasformata, poiché il conflitto agisce come un importante catalizzatore di mutamento sociale agendo principalmente su alcuni pilastri fondativi della violenza scaturita attraverso conversioni costruttive del contesto conflittuale. Ed è proprio partendo da questo assunto che si ramifica lo studio della Peace Research, associato alla ricerca di vere e proprie teorie e tecniche della trasformazione dei conflitti. L’approccio trasformativo vede il conflitto non come una minaccia, bensì come un occasione di crescita e di comprensione maggiore degli attori e della dinamica violenta, attraverso la costituzione di un cambiamento costruttivo che colpisca sia le relazioni che le strutture di potere. 1 Johan Galtung “Le teorie della difesa nel quadro di una teoria generale dei conflitti” in “Invece delle armi: obiezione di coscienza, difesa nonviolenta, corpo civile di pace europeo”, Aa. Vv., Edizione Fuorithema, Milano, 1996, p. 4.

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Parole chiave

kashmir
conflict resolution
galtung
conflict trasformation
peace research
multi track diplomacy

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