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Progettazione architettonica di un centro di accoglienza turistico e museo virtuale multimediale interattivo nel parco del Celio

Un museo verso il Terzo Millennio nel Parco del Celio:
un percorso multimediale

Negli ultimi venticinque anni è in corso un vero museum boom, coincidente con il consolidarsi del mercato della cultura, del viaggiare, dell’itinerare tra luoghi e saperi, che ha provocato una proliferazione senza precedenti dei musei in tutto il mondo.
Il ruolo dell’istituzione culturale, configuratosi storicamente come prevalentemente conservativo, attualmente si sta ampliando per includere funzionalità nuove dirette ad un pubblico ampio ed estremamente diversificato del quale deve soddisfare le necessità di accoglienza e le molteplici aspettative, diverse da quelle degli studiosi o dei ricercatori.
Il museo si rivolge alla persona, nella sua completezza, quindi non solo all’intelligenza, ma anche alla sua sensorialità, alle sue emozioni, alle sue reazioni anche di carattere fisico e deve permettere a tutti, disabili compresi, sia l’accesso fisico che la possibilità di arricchimento culturale anche con esperienze contemporaneamente formative e ludiche.
Le nuove tecnologie multimediali permettono di contestualizzare ogni singola opera all’interno del reticolo delle relazioni a cui essa è legata, mentre in loro assenza, le informazioni fornite al visitatore si limitano solitamente a descrivere l’oggetto, a datarlo, ad attribuirlo ad un autore.
E’ divenuto comune il termine edutainment (education + entertainment), che indica la sintesi tra cultura e tempo libero e contraddistingue gran parte delle opere multimediali. Tale concetto si ispira all’ipotesi, sostenuta dagli studi sulle scienze cognitive, che nell’apprendimento abbiano un ruolo fondamentale anche le emozioni, il divertimento e la sorpresa; si conferma così che “giocando si impara”.Nel nuovo terreno interattivo dell’Informatica e di Internet il visitatore diviene protagonista e non solo passivo recettore, è incoraggiato a toccare e a interrogare.

La magnificenza del complesso monumentale della Valle del Colosseo e dei Fori è minata da un insufficiente supporto museale ed informativo per la comprensione dell’insieme architettonico.
E’ noto che circa 20.000 frammenti sono conservati nei depositi dei Fori Imperiali: statue, capitelli, basi, cornici, marmi colorati, formano un’antologia di architettura romana di grande interesse ma di difficile lettura.
Adeguate soluzioni espositive ognuna con al centro un frammento archeologico di particolare valore, insieme all’apparato multimediale, rappresentano l’elemento di maggiore attrattività anche per un pubblico di non addetti ai lavori. Tutto quello che la più recente tecnologia rende disponibile (grandi schermi ultrasottili piatti, trasparenti, o cilindrici, sistemi olografici, microsistemi a bassa interattività, sistemi multimediali ad alta interattività, connessioni Internet) sarà ospitato nel museo per garantire anche flessibilità d’uso, definizione d’immagine e velocità di accesso in rete. Tutti gli elementi del sistema saranno i rappresentanti top level della loro categoria.
Sostando o percorrendo il sito di progetto non bisogna essere dei dotti per avvertirne il genius loci, quell’insieme di sensazioni, emozioni, suggestioni che rendono peculiare un luogo, in questo caso anche arricchito dalla vicinanza di un’emergenza tra le più note ed amate nel mondo: il Colosseo, la cui imponenza ha sempre condizionato il tessuto circostante.
L’intervento proposto si colloca in un centro storico rimasto intoccato ed intoccabile da decenni e vuole valorizzare, con una testimonianza moderna, uno spazio pubblico rimasto troppo a lungo marginale.
La proposta progettuale nasce per …”osservare dall’interno di un paesaggio dove si può anche e non necessariamente essere osservati”. (A. Rossi 1990, p. 80) ed è questa una delle consapevolezze che sostiene il proposito di ambienti in prevalenza ipogei; il fine è quindi ottenere spazi di relazione che riqualifichino l’intorno in cui non solo i turisti, ma anche i residenti, possano stare con piacere trovando un angolo di città per l’incontro sociale e culturale.
Considerando la localizzazione del sito, sono fondamentali anche le visuali prospettiche offerte nei punti di sosta e lungo i percorsi; si ottengono sensazioni dinamiche ed inaspettate adottando la logica compositiva dei centri storici medievali ove le strade strette, tortuose ed in pendenza provocano un continuo spostamento delle fughe prospettiche.
In questo caso l’ordine è il risultato di uno sviluppo organico che si potrebbe rintracciare anche nel contesto di progetto perché, sin dall’antichità, alla capitale dell’impero non fu mai applicata la suddivisione a scacchiera del cardo e del decumanus tipica invece nelle città delle province.
Naturalmente il progetto ipotizzato presenta un ordine generato da geometrie elementari ma in esso sono inserite anomalie e piccole deviazioni.

Tesi di Laurea

Facoltà: Architettura

Autore: Stefania Gori Contatta »

Composta da 24 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1195 click dal 31/01/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.