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Un ponte sull'Atlantico: influenza letteraria brasiliana sulla generazione di "Claridade"

Nella seconda metà degli anni '30 un gruppo di intellettuali capoverdiani inizia la pubblicazione di "Claridade",una rivista che sarà la svolta nella letteratura di questo piccolo arcipelago. La mia tesi cerca di analizzare le influenze che la produzione capoverdiana ha ricevuto dal Brasile, nazione con la quale condivideva la lingua portoghese e la colonizzazione lusitana. I "ponti sull'Atlantico", sono di tre tipi: nella prosa con l'importanza che il romanzo brasiliano nordestino ha avuto sugli scrittori capoverdiani, nella poesia, con la centralità del modernista brasiliano Manuel Bandeira e nella sociologia, con il pensiero rivoluzionario di Gilberto Freyre

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Introduzione “Eravamo puntini gettati a caso in mezzo all’Atlantico” così in Chiquinho, il ‘romanzo capoverdiano’ di Baltasar Lopes, il vecchio e strambo Euclides Varanda descrive la condizione del popolo dell’arcipelago ex colonia portoghese. Egli vuole invogliare il protagonista del romanzo, fresco di studi presso il Liceo di São Vicente, a lasciare le isole e darsi all’emigrazione, verso l’America, la Guinea, in qualsiasi luogo aldilà del mare. Isolamento e necessità di andar via, abbandonare la propria terra: il dramma di Capo Verde è presto riassunto. Eppure il caso delle dieci isole al largo della costa del Senegal ha tante particolarità, che le rendono un unicum nel panorama letterario delle colonie africane; l’Arcipelago è la prima sede di un discorso di autoaffermazione culturale da parte di un paese colonizzato, che prenderà il nome di ‘Caboverdianidade’. L’élite intellettuale di Capo Verde, che ha studiato al liceo la grande letteratura classica e che è fisiologicamente pronta ed istruita a rappresentare l’Europa in mezzo all’Atlantico (i ragazzi diplomati erano destinati alle funzioni pubbliche, come quella del maestro), riesce a liberarsi per prima dalla cultura del colono e a cercare le radici in sé stessa, nella propria lingua, il creolo capoverdiano, nella propria espressione musico-letteraria a morna. Tutto questo ha esercitato per me grandissimo fascino: l’isolamento dal mondo che si fa inversamente proporzionato all’audacia letteraria e culturale. L’arcipelago però ha una grande musa ispiratrice dall’altra parte dell’Oceano: il Brasile. La grande nazione sudamericana ha saputo, con poco più di una decade di anticipo, parlare degli stessi o simili problemi di Capo Verde, puntando l’attenzione su se stessa e sull’Europa, contemporaneamente. L’importante esperienza della Semana de Arte Moderna, svoltasi a São Paulo nel febbraio del 1922 e la poesia modernista di Manuel Bandeira, hanno gettato le basi per una 3

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Mariacristina Monaco Contatta »

Composta da 49 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 855 click dal 25/01/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.