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Studio della propagazione in guide d'onda accoppiate in presenza di effetti non lineari

Negli ultimi anni l’ottica, ed in particolare l’ottica integrata, ha trovato sempre maggiori applicazioni in diversi ambiti che spaziano dalle telecomunicazioni fino alla sensoristica. Nella comunicazione e nella elaborazione delle informazioni l’impiego dell’ottica risulta essere vantaggioso rispetto all’elettronica per diverse ragioni fra le quali, ad esempio, la maggiore banda disponibile, la capacità di effettuare elaborazioni a livello tutto ottico, le dimensioni limitate dei dispositivi ed i consumi ridotti. La realizzazione di dispositivi ottici trae notevoli vantaggi dall’impiego di tecnologie già collaudate quali quelle utilizzate per la realizzazione di componenti elettronici.
Per questo motivo, la convergenza di piattaforme tecnologiche quali l’ottica e l’elettronica è sempre di più perseguita ed identificata come quella maggiormente promettente per lo sviluppo di nuovi e più complessi componenti.
Gli studi hanno riguardato in particolare l’impatto degli effetti nonlineari parassiti su alcuni componenti ottici di base realizzati in tecnologia Silicon on Insulator (SOI).
Effetti non lineari tipici del Silicio quali l’effetto Kerr, la dispersione per effetto plasma (FCD) e l’assorbimento a due fotoni (TPA) e quello dovuto a portatori liberi (FCA) sono stati presi in considerazione ed investigati ampiamente per consentire la messa a punto di modelli matematici semplificati basati sulla Teoria dei Modi Accoppiati (Coupled Mode Theory - CMT).

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Introduzione 1 Introduzione Negli ultimi anni l’ottica, ed in particolare l’ottica integrata, ha trovato sempre maggiori applicazioni in diversi ambiti che spaziano dalle telecomunicazioni fino alla sensoristica. Nella comunicazione e nella elaborazione delle informazioni l’impiego dell’ottica risulta essere vantaggioso rispetto all’elettronica per diverse ragioni fra le quali, ad esempio, la maggiore banda disponibile, la capacità di effettuare elaborazioni a livello tutto ottico, le dimensioni limitate dei dispositivi ed i consumi ridotti. La realizzazione di dispositivi ottici trae notevoli vantaggi dall’impiego di tecnologie già collaudate quali quelle utilizzate per la realizzazione di componenti elettronici. Per questo motivo, la convergenza di piattaforme tecnologiche quali l’ottica e l’elettronica è sempre di più perseguita ed identificata come quella maggiormente promettente per lo sviluppo di nuovi e più complessi componenti. La realizzazione di questa convergenza richiede però la totale compatibilità con gli attuali processi di lavorazione del Silicio, e soprattutto la disponibilità di nuovi strumenti di progetto che possano in qualche modo sostituire quelli esistenti, pur fornendo in uscita prodotti di qualità ed efficienza comparabili con i precedenti. La messa a punto di processi tecnologici e di progetto di questi componenti è uno degli scopi del progetto SAPPHIRE (Shared Access Platform to Photonic Integrated Resources), che si propone di dare vita alla prima infrastruttura nazionale in grado di consentire l'accesso condiviso di utenti diversi alle tecnologie fotoniche. L'obiettivo è l'affermazione di un modello nuovo, basato sulla condivisione dei costi di fabbricazione e di sviluppo tecnologico che, analogamente a quanto avvenuto con successo nel campo della microelettronica, possa permettere a piccole e medie realtà nazionali di usufruire di servizi tecnologici altrimenti difficilmente accessibili. SAPPHIRE è un progetto finanziato dal MIUR nell’ambito dei Progetti di Ricerca di

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Claudio Ortega Contatta »

Composta da 97 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 298 click dal 12/02/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.