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La rete della Creatività: le occasioni di avvicinamento all’Arte Contemporanea per i bambini e i ragazzi tra i 3 e i 14 anni

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Mogavero
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master Universitario di II Livello in Management, Marketing e Multimedialità per i Beni e le Attività Culturali
Anno: 2012
Docente/Relatore: Francesco De Biase
Istituito da: Politecnico di Torino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 62

Il proposito di questa ricerca è di offrire una panoramica della Didattica dell’Arte Contemporanea a Torino, e di evidenziare la necessità di una “Rete della Creatività” che leghi la scuola, i Musei e le Gallerie, la città e i bambini e i ragazzi tra i 3 e i 14 anni.
I diversi campi dell’Educazione all’Arte Contemporanea, infatti, sono strettamente connessi tra loro e, al fine di garantire una formazione completa e a lungo termine, e di superare i pregiudizi e i fraintendimenti nei confronti di questa disciplina, occorrono una compenetrazione e un’interdisciplinarietà sempre maggiori.
Per esigenze di semplificazione, la Tesi è strutturata in tre macro-capitoli, dedicati appunto alla scuola, agli Enti Culturali e alle iniziative cittadine, divisi a loro volta in sezioni specifiche (scuola dell’infanzia, primaria, secondaria; GAM, PAV, Fondazione Merz, Cittadellarte Fondazione Pistoletto, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, ZonArte; ContemporaryArt, MurArte e PicTurin) corredate da esempi; completano l’analisi due focus, che contengono due casi studio, e due Appendici, riguardarti la situazione milanese e l’Arte Contemporanea nella Letteratura per l’Infanzia.
Fondamentale per questo studio, oltre alla ricerca bibliografica (libri, articoli, ricerche, siti Internet), si è rivelata l’esperienza diretta, il contatto con professionisti del settore, docenti, artisti, mediatori e i Settori Educativi: il lavoro sul campo – che potrebbe essere ampliato e approfondito in altra sede – ha consentito di osservare e sperimentare quanto sia già stato fatto, di ottenere una vista d’insieme, di trarre le fila ed elaborare nuove proposte e strategie.

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6 Introduzione “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio” 1 : così recita un diffuso proverbio africano. E da qui prende le mosse la presente ricerca: se la tradizione di ogni popolo, l’esperienza e gli studi evidenziano che la dinamica educativa è una traditio, una trasmissione di saperi teorici e pratici da una generazione all’altra, un processo continuo che coinvolge ogni ambito sociale (e non solo), lo stesso assioma deve essere valido anche nel campo dell’Arte e del suo apprendimento – in particolare della Didattica dell’Arte Contemporanea rivolta ai bambini e ai ragazzi tra i tre e i quattordici anni, oggetto di questa tesi. Cambiando i termini e il contesto, il risultato non cambia: per educare un giovane all’Arte Contemporanea ci vuole una rete. Da veri “animali politici” quali siamo, la rete fa parte della nostra esistenza dal momento in cui veniamo al mondo: tra gli esseri umani si stabiliscono relazioni, disciplinate in forme e funzioni sociali, che mutano a seconda del tempo e del territorio; la comunicazione, in tutte le sue sfaccettature, crea legami; la città stessa è un intreccio, una “macchina semiotica” 2 – e quindi paragonabile ad un testo, complesso, conflittuale, personale, leggibile, stabilmente dinamico (la città-testo testimonia il passato e si proietta verso il futuro) – fatta di stratificazioni e sovrapposizioni di materiali, pratiche e linguaggi. Per affinità, dunque, al fine di far comprendere e interiorizzare una disciplina che è stata per lungo tempo sospesa tra il “non fa per me, perché è troppo astrusa” e il “questo lo avrei saputo fare anch’io” (per citare solo due esempi di commenti negativi che ci sarà capitato di cogliere, uscendo da una mostra, un Museo o una Galleria), è necessario un circolo virtuoso di insegnanti, Enti culturali ed istituzionali, una via costellata di eventi estemporanei e memorabili e di percorsi didattici a lungo termine, variabili a seconda dell’età e delle inclinazioni dei discenti. La mia tesi ha il proposito di evidenziare quanto a Torino sia già stato fatto, quanto questa rete, ormai attiva e accattivante, “intrappoli” – in senso positivo! – la fascia di fruitori presi in esame, curiosi pesciolini attratti dall’amo della Creatività. Analizzerò le relazioni tra l’Arte Contemporanea e i tre principali attori della Didattica dell’Arte Contemporanea: la scuola, i Musei e le Gallerie, la città. Per esigenze di semplificazione, la trattazione sarà suddivisa in tre macro-capitoli, seguiti da una conclusione, ma, in sede di premessa, mi sembra opportuno e doveroso affermare che questi diversi settori sono interconnessi tra loro a livello più profondo e complesso: come se fossero Piccolo blu e Piccolo giallo di Leo Lionni 3 , essi si uniscono e si fondono, cambiando forma e colore, arricchendosi reciprocamente… Proprio come un’opera d’arte! Coinvolta – grazie alla mia esperienza di stage, ai contatti con le scolaresche e i Servizi Educativi, alla partecipazione alle iniziative della città e a libri irresistibili – da questo clima pregnante, ispirato e variopinto e fatto mio l’assunto di Munari (a sua volta derivato di nuovo da un proverbio, questa volta cinese) “se ascolto dimentico, 1 Cecilia De Carli (a cura di), Educare attraverso l’arte. Ricerca, formazione, casi studio, Edizioni Gabriele Mazzotta, Milano, 2007, p. 15 2 Roberto Matroianni (a cura di), Writing the city. Scrivere la città. Graffitiamo, immaginario urbano e street art, Torino, 2012, p. 3 3 Leo Linoni, Piccolo blu e Piccolo giallo, Babalibri, Milano, 1999, p. 10

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