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Fixed Income Performance Attribution

Informazioni tesi

  Autore: Federico Bertolini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Barbara Alemanni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 170

Dal 2001 i mercati azionari hanno intrapreso un lento deterioramento, che ha accresciuto la domanda mondiale di liquidità, stabilità e diversificazione da parte degli investitori. I titoli a reddito fisso rispondono a queste esigenze e per questo motivo, dai piccoli risparmiatori fino ai fondi di investimento di maggiori dimensioni, si è guardato sempre di più con maggiore interesse a questa tipologia di strumenti finanziari.
Mentre, grazie ai GIPS sono stati introdotti alcuni standards riguardo al calcolo e alla presentazione delle misure di performance e grazie all’ approccio di Brinson et Al, si è formata una concordanza di opinioni su come valutare la performance dei portafogli azionari, un certo relativismo regna nel mondo obbligazionario.
Questa tesi di laurea ha lo scopo, allora, di confrontare i vari modelli sviluppati negli ultimi due decenni e successivamente, sceglierne il più appropriato, per applicarlo e testarlo ad un caso pratico.

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V Introduzione Dal 2001 i mercati azionari hanno intrapreso un lento deterioramento, che ha accresciuto la domanda mondiale di liquidità, stabilità e diversificazione da parte degli investitori. I titoli a reddito fisso rispondono a queste esigenze e per questo motivo, dai piccoli risparmiatori fino ai fondi di investimento di maggiori dimensioni, si è guardato sempre di più con maggiore interesse a questa tipologia di strumenti finanziari. Mentre, grazie ai GIPS sono stati introdotti alcuni standards riguardo al calcolo e alla presentazione delle misure di performance e grazie all’ approccio di Brinson et Al, si è formata una concordanza di opinioni su come valutare la performance dei portafogli azionari, un certo relativismo regna nel mondo obbligazionario. Questa tesi di laurea ha lo scopo, allora, di confrontare i vari modelli sviluppati negli ultimi due decenni e successivamente, sceglierne il più appropriato, per applicarlo e testarlo ad un caso pratico. Al fine di comprendere l’ essenza delle differenti metodologie, è stato opportuno preliminarmente approfondire le caratteristiche peculiari di questi titoli; esse determinano la performance conseguita da i loro detentori e pertanto, rappresentano i parametri sui quali un gestore basa le proprie decisioni di investimento. Poiché esistono diverse tipologie di titoli di debito, ciascuna associata ad un differente rischio, si sono raggruppate queste caratteristiche in tre insiemi: quelle comuni a tutti, quelle appartenenti ai titoli rischiosi ed infine, quelle delle obbligazioni strutturate contenenti uno strumento derivato implicito. Il primo insieme include il rischio di interesse, espresso dalla variazione della curva di riferimento; il secondo concerne il rischio di credito, che può essere scomposto nella componente associata allo Stato di appartenenza, al settore o alle caratteristiche specifiche dell’ emissione; il terzo si riferisce principalmente alla volatilità dei tassi di interesse influenzante il prezzo dello strumento derivato. Ogni rischio suddetto è misurabile con più metodologie e proprio queste divergenze creano diversità tra i modelli di fixed income performance attribution. In particolare, l’ impatto che un movimento della yield curve determina su un titolo di debito o, più in generale su un portafoglio, rappresenta l’ elemento più complesso da stimare, ma anche uno tra i più importanti in termini di performance apportata. Se il rendimento da movimento parallelo può essere facilmente ottenuto tramite l’ utilizzo congiunto della modified duration, modified convexity e della variazione media dei tassi spot, decisamente più complesso risulta l’ effetto del movimento non parallelo, ulteriormente suddivisibile in twist e butterfly. Al fine di individuare una metodologia semplice e intuitiva, si sono passate in rassegna: il term spread, la principal component analysis, i modelli polinomiali, la funzione di Nelson&Siegel, e le key-rate durations. In un ambito prettamente finanziario e di asset management, l’ ultima, benché presenti un limite nelle correlazioni tra i key-rates, è nettamente preferibile alle altre, in quanto a immediatezza ed intuitività dei risultati.

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bonds
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key-rate durations
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