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Il cambiamento dei consumi alimentari in Cina e le prospettive per gli imprenditori italiani

Informazioni tesi

  Autore: Tommaso Seinera
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali
  Relatore: Giovanni B. Andornino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 214

Il seguente lavoro si propone di analizzare la cultura e le tradizioni alimentari tipiche della cucina cinese, nonché gli scambi commerciali alla base delle relazioni italo-cinesi, con l’obiettivo ultimo di comprendere quanto questo paese, alla luce dei cambiamenti che sta attraversando, sia fondamentale per le scelte di business degli imprenditori italiani. Considerata la vastità dell’argomento trattato, si è deciso di limitare il campo d’azione al settore agroalimentare, nonostante gli argomenti e le conclusioni raggiunte possano essere estesi ad altri settori. In concreto, sono state analizzate le esperienze imprenditoriali in Cina di quattro importanti aziende italiane, Ferrero, Beretta, Gancia e Illy, cercando di comprendere l’importanza che tale paese riveste o potrà rivestire nel futuro per ognuna di esse e, soprattutto, per il mercato italiano dell’agroalimentare.

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10 Introduzione Il mondo sta cambiando rapidamente. Da alcuni anni a questa parte, ancora più rapidamente. Le crisi sistemiche (e le conseguenti “grandi depressioni”) hanno storicamente comportato un’accelerazione delle preesistenti dinamiche di ascesa e declino delle potenze: la crisi del 1873, per esempio, agevolò l’ascesa di USA e Germania rispetto alla Gran Bretagna, mentre quella del 1929 favorì il recupero tedesco e la copertura di parte del gap industriale da parte dell’URSS. La crisi cominciata nel 2008, invece, ha accelerato l’ascesa delle cosiddette “potenze emergenti” (in realtà spesso già “emerse”), in particolare i BRICS, e su tutti la Cina, mentre a perdere terreno è stato il finora dominante “sistema occidentale” formato dalla triade USA-Europa- Giappone 1 . La crisi odierna, scoppiata negli Stati Uniti a metà del 2007 come crisi del mercato immobiliare, è divenuta una crisi finanziaria di portata mondiale. In molti, attualmente, concordano sul fatto che si tratti di una crisi economica globale che ha reso manifeste le conseguenze della liberalizzazione e globalizzazione dei mercati 2 . Nel caso dell’Asia, benché l’esposizione diretta alla crisi sia stata limitata dalla minore presenza di titoli “tossici” nei mercati finanziari di quest’area, l’impatto è stato comunque avvertito, proprio a causa del processo avanzato di globalizzazione dell’economia mondiale. Il colpo più duro è venuto dal rallentamento della crescita globale, in particolare negli Stati Uniti e in Europa. Questo rallentamento si riflette sulla domanda, e comporta un calo delle esportazioni con conseguenze pesanti sull’economia asiatica, nonostante i consumi interni cinesi siano ormai divenuti una componente stabile quanto essenziale dello sviluppo del paese. Anche la Cina è stata colpita dalla crisi, benché l’impatto diretto si sia rivelato abbastanza limitato, dal momento che il paese ha potuto contare su solidi strumenti per affrontare la situazione, quali le ampie risorse statali, la capacità di gestione, la cautela e la flessibilità dimostrate dal governo e dal Partito Comunista e la tempestività 1 T. Graziani - D. Scalea, Ripensare l’interesse nazionale e la strategia dell’Italia nel mondo che cambia, «Geopolitica», vol. 2, luglio 2012. 2 E. Regalado - E. Molina, Il ruolo della Cina nella crisi attuale dell’economia mondiale, 2009, n. 2.

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Parole chiave

ferrero
agroalimentare
cina
cultura
made in italy
illy
tradizioni alimentari,
gancia
beretta

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