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Exceptio doli e iudicia bonae fidei

Tesi in istituzioni di diritto romano sul processo classico, il processo formulare, nella sua formula declinata sulla base della buona fede.
L'argomento della tesi è l'individuazione della possibilita' di accostare la exceptio doli al iudicium bonae fidei, come da più parti delle fonti si evince, ma che tutta la dottrina ha sempre ritenuto non autentiche in quelle parti, per la presunzione che in quanto basati sulla bonae fidei, in tali iudicia non fosse necessaria la exceptio doli per far valere il dolo di una parte, come in effetti, d'altro canto, si legge in altri passi.
Attraverso l'analisi delle fonti tutte, si è ricavato che in realta' ben era inseribile la exceptio doli nel iudicium bonae fidei, soprattutto in alcuni casi.

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1 CAPITOLO I LO STATO DELLA DOTTRINA Sommario: 1. Premessa. Posizione della questione – 2. La dottrina più antica – 3. Una soluzione radicale, Biondi e l‘inerenza – 4. Contro la teoria dell‘inerenza classica, Grosso, Schulz e Carcaterra – 5. Un‘inversione di prospettiva a) Metro; b) Kupisch – 6. Conclusioni 1) Premessa. Posizione della questione Quando si parla di iudicia bonae fidei si intende quel particolare tipo di giudizio formulare in cui il giudice aveva i più ampi poteri 1 , in contrapposizione a quei 1 Cic. De Off. III, 17, 70: Nam quanti verba illa: UTI NE PROPTER TE FIDEMVE TUAM CAPTUS FRAUDATUSVE SIEM! Quam illa aurea: INTER BONOS BENE AGIER OPORTET ET SINE FRAUDATIONE! Sed, qui sint 'boni' et quid sit 'bene agi,' magna quaestio est. Q. quidem Scaevola, pontifex maximus, summam vim dicebat esse in omnibus iis arbitriis, in quibus adderetur: EX FIDE BONA; fideique bonae nomen existimabat manare latissime, idque versari in tutelis, societatibus, fiduciis, mandatis, rebus emptis venditis, conductis, locatis, quibus vitae societas contineretur: in his magni esse iudicis statuere, (praesertim cum in plerisque essent iudicia contraria,) quid quemque cuique praestare oporteret; Cic. Top. 66: In omnibus igitur eis iudiciis, in quibus ex fide bona est additum, ubi vero etiam ut inter bonos bene agier oportet, in primisque in arbitrio rei uxoriae, in quo est quod eius aequius melius,

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Maria Paola Vitelli Contatta »

Composta da 182 pagine.

 

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