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La radioattività nelle acque destinate al consumo umano nella Regione Toscana

Informazioni tesi

  Autore: Gianni Nocchi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Farmacia
  Corso: T.A.S.A. (Tossicologia Analitica Socio-Ambientale)
  Relatore: Filippo Minutolo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 206

Si tratta di un lavoro sperimentale redatto in collaborazione con il laboratorio di Radiometria dell' ARPAT di Firenze, sezione Vasto Centro, dove, attraverso la tecnica della scintillazione liquida, sono stati analizzati 60 campioni di acqua potabile provenienti da tutta la Regione Toscana.

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6 INTRODUZIONE La radioattività nelle acque destinate al consumo umano. La politica comunitaria concernente le acque destinate al consumo umano ha visto la luce negli anni settanta del XX secolo con l’adozione di programmi politici e di atti legislativi vincolanti. Il settore riguardante l’acqua destinata al consumo umano è uno dei settori maggiormente regolamentati nella sfera della normativa ambientale comunitaria. Data l’importanza per la salute umana della qualità delle acque potabili, occorreva stabilire norme di qualità a livello comunitario che svolgessero una funzione di indicatore e disporre il controllo dell’osservanza di tali norme. La direttiva sulle acque superficiali del 1975 (75 / 440/CEE, del 16 / 6 /1975) ha gettato le basi della politica comunitaria sull’acqua potabile rappresentata successivamente a pieno titolo dalla direttiva del 1980 (80/778 /CEE, del 15 /7 /1980). Successivamente una seconda fase della normativa sull’acqua destinata al consumo umano è stata intrapresa, nell’atto di introdurre possibili miglioramenti alla luce delle maggiori conoscenze scientifiche e tecnologiche che hanno caratterizzato gli ultimi decenni. Oltre ad adeguare al progresso tecnico e scientifico la direttiva sull’acqua potabile del 1980, occorreva anche adattarla al principio di sussidiarietà, riducendo il numero di parametri soggetti al monitoraggio obbligatorio da parte degli Stati membri e incentrando gli interventi sul rispetto di parametri qualitativi e sanitari essenziali. Nel 1993, la Commissione ha organizzato una Conferenza europea sull’acqua potabile, tenutasi a Bruxelles, per consultare tutti i soggetti interessati all’approvvigionamento di acqua potabile e, nel 1998, il processo di revisione ha portato all’adozione e entrata in vigore dell’attuale direttiva 98 / 83 /CE (del 3 /11 /1998, allegata in appendice III), concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano. Quest’ultima direttiva doveva essere recepita negli ordinamenti nazionali entro fine 2000 ed essere applicata entro fine 2003, con alcune eccezioni per parametri critici come quelli relativi al piombo e ai sottoprodotti di disinfezione. Il nostro Paese ha adempiuto a questo onere nel 2001 con il Decreto Legislativo n. 31 (del 2 / 2 / 2001) relativo alla qualità delle acque destinate al consumo umano (allegato in appendice I). Fra i parametri indicatori di qualità delle acque destinate al consumo umano, sono previsti anche due parametri relativi alla radioattività (trizio (H-3) e dose totale indicativa (DTI)), per i quali sono assegnati valori di parametro. In caso di inosservanza dei valori di parametro richiesti, il decreto prevede che sia esaminato se ciò costituisca un rischio per la salute umana e, ove sia necessario per tutelare la salute umana, siano presi provvedimenti correttivi intesi a ripristinare la qualità delle acque. Più recentemente, infine, gli orientamenti normativi comunitari, ritenendo che gli indicatori parametrici relativi alla radioattività rientrino nel campo delle norme fondamentali (ai sensi dell’

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Parole chiave

acqua
radon
chernobyl
consumo umano
radiottività
radioazione ambientale
radioazioni ambientali
nucleare

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