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Il trattamento riabilitativo dell'epicondilite

Informazioni tesi

  Autore: Teresa Russo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Seconda Università degli Studi di Napoli
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Fisioterapia
  Relatore: Giovanni Riccardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 64

L'epicondilite fu descritta da F. Runge nel 1873, Runge parlò di crampi dello scrittore, ma fu M. Morris, pochi anni dopo, il primo che usò la locuzione tennis elbow (gomito del tennista).
Il gomito del tennista è una sindrome la cui caratteristica principale è la presenza di una sintomatologia dolorosa a livello della regione epicondiloidea dell’omero.
Fino a qualche tempo fa era considerata un’affezione piuttosto rara, ma negli ultimi anni ha fatto registrare un netto incremento del numero dei casi. Questo fenomeno è dovuto ad un aumento del numero di persone che praticano attività sportive e che presentano, come fattore predisponente, l’utilizzo degli arti superiori in condizioni di scarsa preparazione atletica e tecnica, associata all’uso di attrezzi inadatti alle proprie caratteristiche.
Gli sport in cui si registra una più alta incidenza della epicondialgia sono il tennis, il base-ball, il golf.
Questi impongono particolari sollecitazioni alle strutture legamentose e muscolo-tendinee, le quali durante il movimento di flesso-estensione sono impegnate a svolgere, nello stesso tempo, funzioni prensili nei confronti dell’attrezzo, ad esercitare azioni di forza, a neutralizzare i contraccolpi ed a stabilizzare l’articolazione.
Ognuno di questi momenti funzionali, se ripetuto continuamente e massimamente sollecitato, può rappresentare un momento microtraumatico potenzialmente lesivo, particolarmente se, nello stesso tempo, agiscono altri fattori di rischio quali l’inadeguato allenamento, una scorretta esecuzione del gesto atletico, l’uso di un attrezzo inadeguato, il fisiologico invecchiamento delle strutture capsulo-legamentose.
Oltre agli sportivi vengono colpite anche altre categorie di persone che svolgono le più svariate attività lavorative, la cui occupazione implica il frequente ripetersi di movimenti di prono-supinazione dell’avambraccio con la mano in atteggiamento prensile (imbianchini, carpentieri, casalinghe, giardinieri, etc.).
In questo lavoro sono stati presi in considerazione i principali fattori che predispongono, o comunque favoriscono, l’insorgenza dell’epicondilite da tennis elbow e le varie tecniche diagnostiche e terapeutiche.

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1 INTRODUZIONE L'epicondilite fu descritta da F. Runge nel 1873 ,Runge parlò di crampi dello scrittore , ma fu M. Morris, pochi anni dopo, il primo che usò la locuzione tennis elbow (gomito del tennista). Il gomito del tennista è una sindrome la cui caratteristica principale è la presenza di una sintomatologia dolorosa a livello della regione epicondiloidea dell’omero. Fino a qualche tempo fa era considerata un’affezione piuttosto rara, ma negli ultimi anni ha fatto registrare un netto incremento del numero dei casi. Questo fenomeno è dovuto ad un aumento del numero di persone che praticano attività sportive e che presentano, come fattore predisponente, l’utilizzo degli arti superiori in condizioni di scarsa preparazione atletica e tecnica, associata all’uso di attrezzi inadatti alle proprie caratteristiche. Gli sport in cui si registra una più alta incidenza della epicondialgia sono il tennis, il base-ball, il golf. Questi impongono particolari sollecitazioni alle strutture legamentose e muscolo-tendinee, le quali durante il movimento di flesso-estensione sono impegnate a svolgere, nello stesso tempo, funzioni prensili nei

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Parole chiave

epicondilite
tennis elbow
gomito del tennista
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