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Land Grabbing e biocarburanti

Il lavoro analizza la relazione intercorrente tra la produzione di biocarburanti per soddisfare le esigenze energetiche mondiali ed il cosiddetto fenomeno del "land Grabbing", l'accaparramento di terre in Paesi in via di Sviluppo per la produzione di materie prime agricole. Nel lavoro sono presentati alcuni casi di studio relativi alla Tanzania.

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5 Introduzione Le mani sulla terra Negli ultimi cinque anni, le notizia del crescente fenomeno delle acquisizioni di terre su larga scala nei Paesi in Via di Sviluppo ha conquistato il panorama mediatico internazionale. Complice la crisi dei prezzi agricoli del 2008, una moltitudine di attori internazionali ha cominciato a guardare di buon occhi la possibilità di investire in agricoltura: Governi, multinazionali e privati si sono lanciati in una “corsa alla terra”, comprando o affittando vasti appezzamenti di terreno coltivabile là dove l’importanza di un ettaro si misura in termini di pochi dollari. Terre che sino a pochi anni fa non sembravano rivestire alcun interesse sono adesso ricercate in termini di centinaia di migliaia di ettari a contratto. I Governi di Africa, America Latina ed Asia sud-orientale, ricchi di terra ma con scarsa liquidità, spalancano le porte agli investitori internazionali implementando politiche ad hoc e riforme legislative, nella speranza di attrarre capitali esteri [Cotula, 2009]. Questo contesto in rapida crescita produce sia opportunità che rischi per i paesi riceventi. Un maggiore livello di investimenti, specialmente se destinati al settore agricolo ed alle aree rurali, può contribuire ad aumentare sensibilmente gli standard di vita della popolazione locale, fornendo nuove opportunità di impiego e guadagni, permettendo il trasferimento tecnologico e lo sviluppo di know-how. D’altro canto, le acquisizioni su larga scala possono avere gravi conseguenze ambientali e sociali, in particolare quando comportano l’espropriazione delle comunità locali dalla terra dalla quale dipendono[Von Braun,2009]. Proprio a causa del possibile impatto negativo sulla sicurezza alimentare della popolazione colpita, la crescita degli investimenti agricoli internazionali ha creato una forte opposizione da parte della società civile e di numerose ONG, suscitando accuse di neocolonialismo e “furto” di terra. Il termine “land grabbing” -letteralmente “accaparramento di terra”- sta ad indicare la pratica dell’acquisizione da parte di attori privati o di Governi di vaste zone coltivabili (superiori ai 10 mila ettari) in altri

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Eleonora Vannuzzi Contatta »

Composta da 79 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2319 click dal 08/03/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.