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Applicazione degli isotopi ai muschi della Romagna

Questo lavoro di tesi, è il primo lavoro in Italia riguardante la determinazione della qualità dell'aria attraverso lo studio dei muschi, usando come traccianti geochimici lo stronzio e il neodimio.
L'area di studio comprende una zona abbastanza ampia che si estende dall'Appennino fino a Ravenna lido. La scelta di questa zona di studio è dovuta a numerosi fattori a cui è sottoposta l'area. Sono infatti presenti diverse potenziali fonti di inquinamento industriale, veicolare e agricolo. Da molto tempo, infatti, la comunità scientifica si è concentrata sul problema dell'inquinamento atmosferico, in quanto può determinare effetti negativi sulla salute dell'uomo.
Nel presente lavoro verrà discusso come attraverso lo studio dei rapporti isotopici dello stronzio e del neodimio, si può arrivare a determinare la provenienza degli inquinanti atmosferici nella Romagna e determinare, quindi, la qualità dell'aria nella zona di studio. Verranno presentate, inoltre, le tecniche di biomonitoraggio.
Essendo i muschi dei buoni bioaccumulatori e, inoltre, dei buoni adattatori di ambienti più remoti, e con la peculiare capacità di nutrirsi solo dall'atmosfera mancando di un apparato radicale, sono stati utilizzati come elementi di fondamentale importanza per lo studio della qualità dell'aria.
Si può suddividere idealmente il lavoro in due parti fondamentali, nella prima parte si presenta in maniera approfondita l'aspetto geologico della zona in esame, mentre la seconda parte riguarda lo studio sperimentale dell'applicazione del rapporto isotopico dello stronzio e del neodimio ai muschi della Romagna, arrivando, così, a determinare la qualità dell'aria.
I rapporti isotopici sono stati misurati nei laboratori IGAG-CNR, sede di Roma università “La Sapienza”, con uno spettrometro di massa per solidi multicollettore, Finnigan Matt 262 RPQ in modo statico.
I muschi sono stati trattati secondo le procedure di laboratorio per la pulitura e di estrazione dei vari elementi.

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5 Introduzione Questo lavoro di tesi, è il primo lavoro in Italia riguardante la determinazione della qualità dell’aria attraverso lo studio dei muschi, usando come traccianti geochimici lo stronzio e il neodimio. I’ area di studio comprende una zona abbastanza ampia che si estende dall’Appennino fino a Ravenna lido. La scelta di questa zona di studio è dovuta a numerosi fattori a cui è sottoposta l’area. Sono infatti presenti diverse potenziali fonti di inquinamento industriale, veicolare e agricolo. Da molto tempo, infatti, la comunità scientifica si è concentrata sul problema dell’inquinamento atmosferico, in quanto può determinare effetti negativi sulla salute dell’uomo. Nel presente lavoro verrà discusso come attraverso lo studio dei rapporti isotopici dello stronzio e del neodimio, si può arrivare a determinare la provenienza degli inquinanti atmosferici nella Romagna e determinare, quindi, la qualità dell’aria nella zona di studio. Verranno presentate, inoltre, le tecniche di biomonitoraggio. Essendo i muschi dei buoni bioaccumulatori e, inoltre, dei buoni adattatori di ambienti più remoti, e con la paculiare capacità di nutrirsi solo dall’atmosfera mancando di un apparato radicale, sono stati utilizzati come elementi di fondamentale importanza per lo studio della qualità dell’aria. Si può suddividere idealmente il lavoro in due parti fondamentali, nella prima parte si presenta in maniera approfondita l’aspetto geologico della zona in esame, mentre la seconda parte riguarda lo studio sperimentale dell’applicazione del rapporto isotopico dello stronzio e del neodimio ai muschi della Romagna, arrivando, così, a determinare la qualità dell’aria. I rapporti isotopici sono stati misurati nei laboratori IGAG-CNR, sede di Roma università “La Sapienza”, con uno spettrometro di massa per solidi multicollettore, Finnigan Matt 262 RPQ in modo statico.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Agata Cama Contatta »

Composta da 100 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 430 click dal 14/03/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.