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Dal codice duale al codice multiplo: la teoria dell'attività referenziale

Il lavoro parla della teoria del ciclo multiplo, ideata da Wilma Bucci, ricercatrice e phd presso il Derner Institute della Adelphi University di New York. La teoria del codice multiplo, nata facendo riferimento agli studi di Paivio sulla teoria del codice duale, si occupa di come la mente analizza le informazioni in base a canali multipli di analisi degli stimoli che provengono dall'ambiente esterno. Grazie alla teoria del codice multiplo, è stato possibile creare un metodo di valutazione globale dell'andamento della terapia, la valutazione dell'Attività Referenziale, che analizza i verbatim delle sedute. Un metodo innovativo e differente dagli altri, poichè analizza sia i trascritti delle parole del paziente, che quelli dell'analista.
Il lavoro di tesi spiega come è nata la teoria, a partire dalle differenze con la teoria freudiana. In più, cerca di effettuare una stesura critica del metodo, mettendolo a confronto con altri tipi di analisi del processo terapeutico, quali la DMRS di Perry e il CCRT di Luborsky

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INTRODUZIONE Il presente lavoro di tesi si prefigura l’obiettivo di esporre la teoria del Codice Multiplo, elaborata da Wilma Bucci (1997), docente e direttore di ricerca presso il Derner Institute dell’Adelphi University di New York. L’autrice, attraverso un suo originale percorso di ricerca, frutto di processi di scoperte paralleli, sia in campo personale che professionale, sta tentando da più di un ventennio di espandere i confini della psicoanalisi freudiana verso i contenuti delle neuroscienze, da un lato, e della scienza cognitiva, dall’altro. Wilma Bucci, pur non disdegnando il fondamentale contributo freudiano, ne evidenzia i limiti: gli assunti di processo primario e secondario e le implicazioni che da esso derivano appaiono oggi, infatti, non più proponibili. Oltretutto, la metapsicologia non è suscettibile di verifica empirica oggettiva. L’organizzazione del pensiero e della memoria è molto più complessa di quanto avesse ipotizzato Freud. Non esiste una separazione netta tra processo primario e secondario. Secondo la teoria del Codice Multiplo, esistono differenti modalità per rappresentare l’informazione nella mente: l’elaborazione avviene attraverso canali multipli verbali e non verbali. Nella teoria viene delineata una ulteriore distinzione tra forme di elaborazione simbolica e subsimbolica. La modalità di elaborazione subsimbolica è mutuata dagli sviluppi nel campo della scienza cognitiva, specificamente dal 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Paola Pinto Contatta »

Composta da 139 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.