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Irreggimentazione delle masse, consenso e politica estera nella Germania Nazionalsocialista

Fra i personaggi della storia politica universale, Hitler – e ciò che dalla sua esistenza scaturì – rappresenta un caso assolutamente unico.
“La storia a noi nota non registra una manifestazione simile alla sua. Nessuno ha provocato tanto giubilo, tanto isterismo, tanta aspettativa di salvezza; nessuno altrettanto odio. Nessun altro, percorrendo per pochi anni un cammino solitario, ha impartito alla sua epoca così incredibili accelerazioni, nessuno ha, come lui, mutato volto al mondo; e nessuno s’è lasciato dietro una simile traccia di rovine. Soltanto una coalizione formata da quasi tutte le potenze mondiali è riuscita, con una gigantesca guerra di quasi sei anni, a svellerlo, letteralmente, dalla terra: ad ammazzarlo, per dirla con un ufficiale della resistenza tedesca, “come un cane rabbioso.
Gli attori e gli osservatori politici non credettero mai così poco al successo di Hitler come nel periodo immediatamente precedente alla presa del potere da parte del Nazionalsocialismo.
Il 15 gennaio 1933 il Cancelliere del Reich Kurt von Schleicher affermava con sicurezza: - “il signor Hitler non costituisce più alcun problema. Il suo movimento ha finito di rappresentare un pericolo politico. L’intera questione è risolta e rappresenta, ormai, una preoccupazione che appartiene al passato.
Tanto gli avversari di Hitler, quanto i suoi interlocutori, ignorarono o sottovalutarono la forza e l’intransigenza della volontà di potere del Nazionalsocialismo, nonché l’ambiguità e l’ambivalenza degli obiettivi e dei mezzi politici del futuro dittatore tedesco e del suo movimento.
Valutazioni errate, illusioni – procurate ed autoprocurate –, nonché dirette responsabilità accompagnarono e facilitarono l’ascesa al potere dello NSDAP (Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori).
Nessuno schieramento politico, nessun gruppo sociale e nessuna confessione rimase al riparo da tali esiziali errori e fraintendimenti.
Tutti gli osservatori ed analisti dell’epoca – ad eccezione di qualche singolo caso, che f inisce per confermare la regola – riuscirono a scorgere nel nuovo fenomeno, in prepotente ed inarrestabile avanzamento, solo quello che, dalle loro norme, dal loro sistema di valori e dai loro schemi di pensiero, era consentito vedere.
Ciò condusse al più macroscopico e letale errore di valutazione che la storia, e la vita stessa, avrebbero dimostrato privo di emendamento o redenzione.

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I INTRODUZIONE “Coloro che non ricordano il passato saranno condannati a viverlo di nuovo.” 1 GEORGE SANTAYANA ______________________ Fra i personaggi della storia politica universale, Hitler – e ciò che dalla sua esistenza scaturì – rappresenta un caso assolutamente unico. “La storia a noi nota non registra una manifestazione simile alla sua. Nessuno ha provocato tanto giubilo, tanto isterismo, tanta aspettativa di salvezza; nessuno altrettanto odio. Nessun altro, percorrendo per pochi anni un cammino solitario, ha impartito alla sua epoca così incredibili accelerazioni, nessuno ha, come lui, mutato volto al mondo; e nessuno s’è lasciato dietro una simile traccia di rovine. Soltanto una coalizione formata da quasi tutte le potenze mondiali è riuscita, con una gigantesca guerra di quasi sei anni, a svellerlo, letteralmente, dalla terra: ad ammazzarlo, per dirla con un ufficiale della resistenza tedesca, “come un cane rabbioso.” 2 Gli attori e gli osservatori politici non credettero mai così poco al successo di Hitler come nel periodo immediatamente precedente alla presa del potere da parte del Nazionalsocialismo. Il 15 gennaio 1933 il Cancelliere del Reich Kurt von Schleicher affermava con 1 Cit. in SHIRER WILLIAM L., Storia del Terzo Reich, Torino, 1990. 2 FEST JOACHIM, Hitler. Una biografia, Milano, 2008, p. 7.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Emanuele Bagnuoli Contatta »

Composta da 284 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 797 click dal 27/03/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.