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Clandestine, innocenti e silenziose. Rappresentazioni vecchie e nuove della prostituzione e dei suoi agenti

Informazioni tesi

  Autore: Giulia Gosi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze antropologiche
  Relatore: Luca Jourdan
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 55

Ciò che costituisce l’immagine della prostituzione è un complesso di idee e rappresentazioni particolari, spesso unidimensionali, spesso cariche di ideologie e di interessi portati avanti dalle varie parti in gioco. ONG, associazioni, giornalisti e attivisti hanno un ruolo importante, in quanto responsabili della creazione di un’identità precisa, quella della prostituta vittima, soggiogata al potere maschile, sfruttata, trafficata. Tali rappresentazioni rendono omogeneo il vissuto di tutte quelle donne che, nella maggior parte dei casi, decidono di partire dal paese d’origine in cerca di una maggiore autonomia e indipendenza economica e che nel loro progetto migratorio contemplano la possibilità di entrare nell’industria del sesso una volta arrivate a destinazione.
Anziché concentrarsi sulla criminalizzazione di chi fa della prostituzione uno strumento di lucro e sfruttamento, si attua un’operazione di potere basata sull’uso sensazionale del linguaggio e delle immagini. Anziché facilitare il percorso per quelle donne che decidono di migrare, si rappresentano come soggetti impotenti, bisognosi d’aiuto, in modo tale da poter intervenire con il proprio progetto salvifico: perché ci siano dei salvatori c’è bisogno anche di vittime da salvare.

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INTRODUZIONE La sex worker non è un’aliena; fa parte fino in fondo di questa società al pari del prete, della professionista, dell’operaio, della casalinga. Ma perché allora è accettata solo se è vittima, solo se subisce la sua condizione, solo se non sceglie? Perché nel momento in cui de-cide in libertà, si qualifica come autore e attore, come individuo sovrano che non deve rispondere al prete, al caporeparto, al marito. La sua de-cisione la libera, se così si può dire, dalle responsabilità e da tutti i debiti che in quanto donna ha contratto. È questa ir- responsabilità a suscitare sdegno, ad alimentare condanne e bandi. (Covre, 2002: 172) Sono consapevole della difficoltà e delle problematiche connesse alla trattazione di un fenomeno come la prostituzione, tema ormai ampiamente discusso e documentato in molti dei suoi aspetti, spesso soggetto a discorsi carichi di ideologie, inevitabilmente connesso con l’etica e con il politico. Non è facile riuscire ad avere uno sguardo d’insieme sul tema, anche se la trattazione che ne è stata fatta fino ad oggi ci può indicare quali siano le tendenze attuali riguardo al fenomeno sia nei suoi termini quantitativi 1 (i “numeri” della prostituzione in Italia, gli interventi messi in atto a livello sociale, etc.), sia nei suoi termini qualitativi 2 (quali siano le tipologie di prostituzione, quali i soggetti coinvolti, come agiscono in relazione al territorio, alle leggi, agli altri soggetti sociali). Ho deciso di parlare di una sola delle varie tipologie di prostituzione esistenti: quella femminile. In primo luogo per motivi di praticità: non è facile trovare una documentazione specifica e dettagliata sulla prostituzione, ad esempio transgender, e tantomeno su quella maschile, né esistono molti casi di uomini che si rivolgono alle strutture del privato sociale per ricevere assistenza (questo anche perché non sembra esistere tratta e sfruttamento in ambito maschile), dunque è molto complicato entrare in contatto con tali soggetti. In secondo luogo, perché è sulla figura della prostituta che si inscrive tutto un complesso di idee, percezioni, categorie che vanno a costituire un particolare tipo di donna, un simbolo di alterità estetica e morale. Non solo, la prostituta pare essere una figura catalizzatrice di interventi assistenziali e umanitari, in quanto ciò che prima di tutto la distingue (e ciò che sembra una sua caratteristica essenziale) è lo statuto di vittima. Ho cercato dunque di capire 1 Per uno sguardo ai dati quantitativi su prostituzione e tratta in contesto italiano e internazionale, cfr. Associazione “On the Road” (a cura di), 2002, Prostituzione e tratta. Manuale di intervento sociale, Milano, FrancoAngeli e Carchedi F., 2000, I colori della notte. Migrazioni, sfruttamento sessuale, esperienze di intervento sociale, Milano, FrancoAngeli. 2 Una buona panoramica in tal senso la si può avere in Regione Emilia Romagna e On the Road, 2002, Articolo 18: Tutela delle vittime del traffico di esseri umani e lotta alla criminalità (l’Italia e gli scenari europei) – Rapporto di ricerca, Martinsicuro, On the Road Edizioni. 1

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Parole chiave

donne
prostituzione
protezione sociale
tratta
sex worker
traffico di esseri umani
programmi di protezione
comitato per i diritti civili delle prostitute

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