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Ambizioni e fallimenti in "Jude the Obscure" di Thomas Hardy

Questa tesi consiste in un'analisi dell'ultimo romanzo di Thomas Hardy, Jude the Obscure. Tale analisi verte perlopiù su un aspetto in particolare, vale a dire il tema del fallimento e della frustrazione dello sforzo umano nella costruzione del proprio percorso di vita. Questo aspetto allo stesso tempo ha un notevole peso nel romanzo e rappresenta una delle peculiarità che attrae la partecipazione emotiva da parte del lettore. E lo stesso aspetto ebbe un ruolo per nulla trascurabile nell'innesco delle reazioni così ferocemente avverse sorte in seguito alla pubblicazione del romanzo. Per quanto non sia possibile pretendere di fornire un quadro esaustivo della società sotto il regno della regina Vittoria in uno spazio necessariamente limitato quale questo, sarà opportuno fare riferimento alla cornice della società vittoriana in modo da comprendere meglio l'ampiezza della forbice venutasi a creare fra quanto narrato in Jude the Obscure e le aspettative dei lettori suoi contemporanei. Di conseguenza, nel primo capitolo della mia tesi andrò ad abbozzare una cornice generale e succinta della società inglese del XIX secolo, con un breve excursus che avrà il compito di gettare un po' di luce sul contesto nel quale si inserì il romanzo. Tale introduzione sarà necessariamente limitata ad alcuni punti chiave, che avranno il compito di fornire alcuni spunti necessari al discorso e al raggiungimento delle conclusioni.
Con il secondo capitolo affronterò invece quello che intendo essere il filo conduttore principale della tesi, ovvero il tema del fallimento, che desidero mettere in evidenza in un paragrafo apposito, tramite l'analisi di specifici passaggi del testo che illustrano il vissuto dei personaggi del romanzo. Analizzandoli, metterò in evidenza come nessuno di essi riesca a portare avanti in maniera soddisfacente i propri progetti di vita, che rimangono chimerici e irrealizzati, se non addirittura generatori di tragedie, e di come gli episodi trattati lascino spesso emergere uno schema ripetitivo, con situazioni che ricorrono in contesti diversi con protagonisti differenti, come in un gioco di specchi. Tutti i protagonisti del romanzo sperimentano in varia misura disillusione e fallimento; le aspirazioni di Jude sono tutte destinate alla disfatta: le ambizioni accademiche, le aspirazioni all'abito talare, il desiderio di costruirsi una vita felice con Sue e anche la sua vita professionale. Stesso discorso dicasi per Sue, incorporea e astratta oltre ogni ragionevole limite dell'immaginazione. In quello che è uno fra gli episodi più crudi del romanzo, vale a dire l'omicidio-suicidio commesso da Little Father Time, i loro figli sono spazzati via da un tristissimo destino, prima ancora che essi potessero maturare l'idea stessa di un progetto di vita. Quanto a Phillotson e Arabella, benché risparmiati dalla tragedia più cupa, sono anche loro dei falliti, destinati a non vedere coronati i loro sogni. Il fallimento non coinvolge tutti i protagonisti citati con la stessa intensità, per cui sarà giusto soffermarsi anche sui diversi gradi di disincanto che essi sperimentano.
C'è molto movimento in questo che è tutto salvo che un romanzo statico. Molti saggi critici mettono in evidenza la titolazione delle sei parti in cui si articola il romanzo, ponendo l'accento sul fatto che a ogni parte corrisponda un nome di città. Ma a un movimento così accentuato non corrisponde mai un avanzamento nelle condizioni dei personaggi. Ho scelto quindi di dedicare il secondo paragrafo, “Fallimentari dislocazioni”, a questo aspetto.
Accennavo sopra a uno schema ripetitivo e a un gioco di specchi, espedienti entrambi ampiamente utilizzati da Thomas Hardy in questa narrazione. È mia intenzione soffermarmi più in là su di essi, nel paragrafo conclusivo del secondo capitolo dedicato all'esame dell'opera.
Come è noto, questo romanzo determinò il distacco definitivo di Hardy dal romanzo in generale. Forse questa decisione era in realtà già da tempo affiorata nell'animo dello scrittore, ma fu indubbiamente con la pubblicazione di Jude the Obscure che Thomas Hardy si trovò ad affrontare critiche aspre come non mai, che avrebbero superato di gran lunga quanto già sperimentato in precedenza, e che lo avrebbero spinto ad abbandonare il genere al quale egli si era maggiormente dedicato.
Nel capitolo conclusivo, affronterò quindi il tema della frattura irreparabile fra il romanziere e il suo pubblico, cercando di porre l'accento su come e in cosa Thomas Hardy si sia venuto a trovare in una posizione di così aperto conflitto con i valori fondamentali dell'epoca in cui visse. A tal fine introdurrò nella mia esposizione un'opera pittorica considerata iconica e rappresentativa del Vittorianesimo, "Work", di Ford Madox Brown, tentando una giustapposizione fra i tratti caratteriali dei personaggi del romanzo e i valori espressi nell'opera di Brown, per un confronto che giustificherò appunto nelle conclusioni di questa tesi.

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2 Introduzione Il lavoro al quale affido la mia tesi di laurea triennale consiste in un'analisi dell'ultimo romanzo di Thomas Hardy, Jude the Obscure 1 . Tale analisi verte perlopiø su un aspetto in particolare, uno tra i concetti fondamentali che emergono dalla lettura del romanzo. Il concetto di cui sto parlando è il tema del fallimento e della frustrazione dello sforzo umano nella costruzione del proprio percorso di vita. ¨ indubbio che questo aspetto, che ha certamente un notevole peso nel romanzo, rappresenti una delle peculiarità che avrebbero in seguito assicurato una cospicua partecipazione emotiva da parte del lettore. Ma è altrettanto indubbio che lo stesso aspetto abbia avuto invece un ruolo per nulla trascurabile nell'innesco di reazioni così ferocemente avverse in seguito alla pubblicazione del romanzo. Per quanto non sia mia intenzione pretendere di fornire un quadro esaustivo della società sotto il regno della regina Vittoria in uno spazio necessariamente limitato quale questo, ciò nondimeno sarà opportuno fare riferimento alla cornice della società vittoriana in modo da comprendere meglio l'ampiezza della forbice venutasi a creare fra quanto narrato in Jude the Obscure e le aspettative dei lettori suoi contemporanei. Di conseguenza, nel primo capitolo della mia tesi andrò ad abbozzare una cornice generale e succinta della società inglese del XIX secolo, con un breve excursus che avrà il compito di gettare un po' di luce sul contesto nel quale si inserì il romanzo. Una tale introduzione sul Vittorianesimo sarà necessariamente limitata ad alcuni punti chiave, ancorchØ decisivi nella descrizione dell'epoca, che avranno solamente il compito di fornire alcuni spunti necessari al mio discorso e al raggiungimento delle mie conclusioni. Con il secondo capitolo affronterò invece quello che intendo essere il filo 1 Pubblicato inizialmente a puntate su una rivista col titolo The Simpletons, venne poi dato alle stampe in volume nel 1896. L'edizione qui presa in considerazione è Hardy T., Jude the Obscure, Penguin, London, 1994.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Massimo Evangelisti Contatta »

Composta da 34 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.