Skip to content

Il modello Black e Litterman

Informazioni tesi

  Autore: Luca Biondi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Bancaria, Finanziaria ed Assicurativa
  Relatore: Maria Laura Ruiz
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 93

Negli anni ’80, due studiosi che lavoravano per Goldman Sachs stavano cercando di elaborare un modello di gestione del portafoglio che potesse essere utilizzato nella pratica dai gestori per comporre un portafoglio ottimale.
Il modello in auge fino a quegli anni, il modello media-varianza, soffriva infatti di difetti che ne impedivano il suo utilizzo ai fini gestionali. Il principale difetto era la forte sensibilità del modello alla correlazione tra i titoli, che portava alla composizione di un portafoglio cosiddetto “estremo”, cioè con forti posizioni lunghe e forti posizioni corte. La ripercussione sul lato pratico stava molte volte nell’impossibilità di portare a termine date operazioni richieste dal modello. Questo problema fu però smorzato da un cambiamento negli input utilizzati. Nei primi anni di vita del modello media-varianza, gli input erano costituiti dai rendimenti dei singoli titoli. Successivamente, con l’introduzione del CAPM, si sono utilizzati come input i rendimenti elaborati da quest’ultimo. Questo ha portato ad avere portafogli ben bilanciati.
Dove si introduce quindi il lavoro di Black e Litterman? In una gestione del porta-foglio di tipo pratico, il gestore può avere delle proprie idee su come andrà il mercato nel breve periodo, nel caso questo non vada verso il punto di equilibrio di lungo termine. Prima dell’avvento del modello di Black e Litterman, il problema veniva affrontato con la modifica dei rendimenti del CAPM, con il fine di far si che i rendimenti attesi rispecchiassero le aspettative dei gestori. Questo procedi-mento portava modifiche anche nella covarianza tra i vari titoli e si arrivava nuovamente alla composizione di un portafoglio estremo. Inoltre le aspettative non rispecchiavano completamente il grado di incertezza degli operatori.
In questo contesto, nel 1990, Fisher Black e Robert Litterman arrivano all’elaborazione di un modello che porta ad importanti soluzioni alle problematiche citate sopra.
Il fulcro del loro lavoro consiste nell’elaborazione di un modello che produca un vettore dei rendimenti attesi ed una matrice delle covarianze che rispecchino il
punto di equilibrio del mercato, le aspettative di breve termine dei gestori e le loro incertezze su quest’ultime.
Per far ciò hanno utilizzato una metodologia di fusione di due sorgenti d’informa-zione per comporne una sola. Da una parte c’è la sorgente d’informazione prove-niente dal mercato, che nel lavoro qui trattato è il CAPM, dalla quale proviene lo studio sull’equilibrio di lungo periodo. È importante specificare che non è obbligatorio usare il CAPM e che possono essere utilizzate altre metodologie, come la derivazione dei rendimenti di equilibrio da un portafoglio benchmark. Da questa sorgente si estrae anche la matrice delle covarianze del mercato.
L’altra sorgente d’informazione è costruita dai rendimenti attesi dal gestore nel breve termine, ove queste differiscano da quelli di equilibrio. In questa forma è possibile anche specificare l’incertezza nelle aspettative.
Una volta studiate le due sorgenti d’informazione, queste vengono fuse attraverso l’utilizzo del teorema di Bayes o del metodo di stima mista di Theil. Il risultato sarà un vettore dei rendimenti ed una matrice delle covarianze da utilizzare come input del modello media-varianza, che a questo punto dovrebbe portare alla costruzione di un portafoglio ben bilanciato che rispecchi anche le aspettative di breve periodo dei gestori e le loro incertezze.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
3 Introduzione Negli anni ’80, due studiosi che lavoravano per Goldman Sachs stavano cercando di elaborare un modello di gestione del portafoglio che potesse essere utilizzato nella pratica dai gestori per comporre un portafoglio ottimale. Il modello in auge fino a quegli anni, il modello media-varianza, soffriva infatti di difetti che ne impedivano il suo utilizzo ai fini gestionali. Il principale difetto era la forte sensibilità del modello alla correlazione tra i titoli, che portava alla com- posizione di un portafoglio cosiddetto “estremo”, cioè con forti posizioni lunghe e forti posizioni corte. La ripercussione sul lato pratico stava molte volte nell’impos- sibilità di portare a termine date operazioni richieste dal modello. Questo problema fu però smorzato da un cambiamento negli input utilizzati. Nei primi anni di vita del modello media-varianza, gli input erano costituiti dai rendimenti dei singoli titoli. Successivamente, con l’introduzione del CAPM, si sono utilizzati come in- put i rendimenti elaborati da quest’ultimo. Questo ha portato ad avere portafogli ben bilanciati. Dove si introduce quindi il lavoro di Black e Litterman? In una gestione del porta- foglio di tipo pratico, il gestore può avere delle proprie idee su come andrà il mer- cato nel breve periodo, nel caso questo non vada verso il punto di equilibrio di lungo termine. Prima dell’avvento del modello di Black e Litterman, il problema veniva affrontato con la modifica dei rendimenti del CAPM, con il fine di far si che i rendimenti attesi rispecchiassero le aspettative dei gestori. Questo procedi- mento portava modifiche anche nella covarianza tra i vari titoli e si arrivava nuo- vamente alla composizione di un portafoglio estremo. Inoltre le aspettative non rispecchiavano completamente il grado di incertezza degli operatori. In questo contesto, nel 1990, Fisher Black e Robert Litterman arrivano all’elabo- razione di un modello che porta ad importanti soluzioni alle problematiche citate sopra. Il fulcro del loro lavoro consiste nell’elaborazione di un modello che produca un vettore dei rendimenti attesi ed una matrice delle covarianze che rispecchino il

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

markowitz
capm
bayes
litterman
balck
media-varianza
theil

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi