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Dualismo mente-corpo e materialismo nella filosofia classica indiana

Il testo costituisce un'introduzione ad alcune delle principali teorie della mente presenti all'interno della filosofia indiana, analizzate secondo un punto di vista proprio della filosofia analitica occidentale contemporanea. In particolare vengono prese in considerazione le teorie proposte dalla scuola Nyāya-Vaiśeṣika (una delle sei Darśana, o sistemi teorici dell’Induismo) e da alcune scuole appartenenti al Buddismo canonico.

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1 Introduzione I fondamenti teorici dell’odierna filosofia della mente occidentale, nonostante alcuni spunti siano già presenti in grandi pensatori dell’antichità come Platone e Aristotele, ven- gono individuati storicamente soprattutto a partire dal pensiero di Descartes (1596-1650). Essa è poi assurta allo status di disciplina autonoma, come ramo della cosiddetta filosofia analitica di stampo anglosassone, soltanto nel XX secolo, imponendosi rapidamente come uno dei settori centrali di tutta la riflessione filosofica e intrattenendo fecondi rapporti con le altre discipline (neuroscienze, psicologia, linguistica, informatica, antropologia) che vanno a costituire quel settore della ricerca noto come scienza cognitiva. Scopo dell’indagine filosofica sulla mente è quello di fornire una risposta a quesiti irri- solti riguardanti la natura dei fenomeni mentali, nel tentativo, per ora incompiuto, di in- quadrare questi ultimi all’interno di un contesto tipico delle scienze della natura. A partire dalle Meditazioni metafisiche di Descartes, i filosofi hanno speso grandi energie nel tenta- tivo di trovare una risposta a fondamentali domande che, con riferimento all’attuale dibatti- to, possono essere così formalizzate 1 : che cos’è la mente? Che relazione sussiste tra mente e corpo? Cos’è la coscienza? Come può la mente interagire causalmente con il mondo fisi- co? Come può la materia essere cosciente? L’elenco non pretende di essere esaustivo, in quanto numerosi altri problemi, come quello relativo alla natura dell’intenzionalità 2 , alle modalità di rappresentazione del mondo esterno da parte della mente, alla soggettività degli stati mentali, sono tutt’oggi fonte di ac- ceso dibattito. A un primo approccio con questo complesso e affascinante intrico di problemi, special- mente in ambito universitario, potrebbe sembrare che la riflessione filosofica sulla mente sia esclusivo appannaggio del pensiero occidentale. Ma così non è. Di solito, e a nostro giudizio ingiustamente, nei manuali di filosofia della mente non vi è alcuna traccia di riferimenti al pensiero orientale, trascurando così il fatto che, all’interno del vasto corpus letterario della filosofia indiana, la riflessione sulla mente si caratterizza 1 Si veda in proposito Chalmers (2002), prefazione, p. xi. 2 Termine tecnico dovuto a F. Brentano (1838-1917), indicante la peculiare caratteristica di uno stato mentale di vertere su, o essere relativo a, un contenuto.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Andrea Guerra Contatta »

Composta da 55 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2324 click dal 26/03/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.