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Il ritorno alla ruralità nel cinema italiano contemporaneo

Il presente lavoro vuole indagare le ragioni che hanno spinto, negli ultimi anni, sempre più cineasti italiani a produrre film che si svolgono in ambiente rurale, ossia nelle campagne delle zone pianeggianti e di quelle montane e pedemontane sparse in tutta Italia.
Il fenomeno ha avuto una brusca interruzione negli anni 80-90 e una decisa ripresa all’inizio del nuovo secolo grazie al lavoro di alcuni registi che hanno immediatamente riscosso un buon successo di critica e di pubblico. Questa dissertazione si sofferma solo su alcuni tra questi, quelli che a nostro parere si sono accostati al tema con proposte innovative dal punto di vista sia contenutistico che stilistico.

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7 1. Introduzione C'è un piacere nei boschi senza sentieri, C'è un'estasi sulla spiaggia desolata, C'è vita, laddove nessuno s'intromette, Accanto al mar profondo, e alla musica del suo sciabordare: Non è ch'io ami di meno l'uomo, ma la Natura di più. George Byron Il presente lavoro vuole indagare le ragioni che hanno spinto, ne- gli ultimi anni, sempre più cineasti italiani a produrre film che si svol- gono in ambiente rurale, ossia nelle campagne delle zone pianeggian- ti e di quelle montane e pedemontane sparse in tutta Italia. Il feno- meno ha avuto una brusca interruzione negli anni 80-90 e una decisa ripresa all’inizio del nuovo secolo grazie al lavoro di alcuni registi che hanno immediatamente riscosso un buon successo di critica e di pub- blico. Questa dissertazione si sofferma solo su alcuni tra questi, quelli che a nostro parere si sono accostati al tema con proposte innovative dal punto di vista sia contenutistico che stilistico. In Italia la campa- gna e il paesaggio extraurbano hanno da sempre rappresentato una realtà importante e viva trasposta nell’arte, nella letteratura e anche nel cinema e ogni singola regione del nostro paese possiede intima- mente e orgogliosamente le proprie caratteristiche e specificità che contraddistinguono uomini e cose, ambienti e vita. Per questo motivo abbiamo voluto osservare questo nostro paese rurale, in una sorta di percorso dal nord al sud, soffermandoci a guardare alcune terre che ci appartengono: partendo dalle vette occitane del Piemonte, rappre- sentate nel film Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti e proseguendo tra le colline emiliane del suo secondo film L’uomo che verrà abbiamo seguito un immaginario viaggio attraverso le asperità della Calabria dei film del regista Michelangelo Frammartino, Il Dono e Le Quattro volte, fino a giungere alla assolata Puglia raffigurata nel film Il primo incarico della regista Giorgia Cecere e cercando di cogliere le diversità e le affinità che contraddistinguono le singole comunità e i singoli

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Alessio Colangelo Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

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