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Clint Eastwood tra classico e (post)moderno

Clint Eastwood, oltre ad essere l’erede riconosciuto del cinema classico americano, è diventato, col passare degli anni, uno dei più validi e riconosciuti registi al mondo. Attraverso uno stile ricco, personale, fuori dagli schemi, l’americano ha saputo stravolgere i confini del classico e del moderno al cinema, dimostrando in più occasioni la sua poliedricità: attore, musicista, regista, nonché produttore, insomma un vero e proprio autore a 360 gradi. Con la trattazione si intende provare a rintracciare elementi ricorrenti nel cinema eastwoodiano, dopo aver analizzato la figura del regista e aver preso in esame, in particolare, alcuni suoi film e personaggi. Dalla “trilogia del dollaro”, alla serie di Callaghan, si studieranno i caratteri distintivi di un personaggio entrato con prepotenza nell’immaginario collettivo e che ha saputo, con il passare degli anni, rinnovarsi senza mai cadere nel banale e riuscendo, quasi sempre in maniera convincente, ad esprimere la sua concezione del mondo. Si tenterà, infine, di tracciare un confine tra la sua classicità e la sua modernità in qualità di autore, evidenziando una certa difficoltà nell’etichettare un regista del tutto fuori dagli schemi e un perfetto esempio di autore “moderno”, completo, che rifiuta le categorizzazioni.

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4 INTRODUZIONE Clint Eastwood, secondo buona parte della critica cinematografica, è l’erede riconosciuto del cinema classico americano. Tale definizione, tuttavia, appare abbastanza riduttiva, alla luce della complessità e dei molteplici motivi di interesse dell’autore, che è diventato, col passare degli anni, uno dei più validi e riconosciuti registi al mondo. Attraverso uno stile ricco, personale, fuori dagli schemi, l’americano ha saputo stravolgere i confini del classico e del moderno al cinema, dimostrando in più occasioni la sua poliedricità: attore, musicista, regista, produttore, insomma un vero e proprio autore a 360%. Con questa trattazione si intende provare a rintracciare elementi ricorrenti nel cinema eastwoodiano, dopo aver analizzato la figura del regista e aver preso in esame, in particolare, alcuni suoi film e personaggi. Dalla “trilogia del dollaro”, alla serie di Callaghan, si studieranno i caratteri distintivi di un personaggio entrato con prepotenza nell’immaginario collettivo e che ha saputo, nondimeno, rinnovarsi col passare degli anni senza mai cadere nel banale, anzi riuscendo, quasi sempre in maniera convincente, ad esprimere la sua concezione del mondo. Si tenterà, infine, di tracciare un confine tra la sua classicità e la sua modernità in qualità di autore, evidenziando una certa difficoltà nell’etichettare un regista del tutto fuori dagli schemi, un personaggio dalla fortissima personalità e un perfetto esempio di autore “moderno”, completo, che rifiuta le categorizzazioni. Probabilmente quasi nessuno avrebbe scommesso, a metà degli anni Sessanta, che questo cow-boy dalla bella faccia e i silenzi pieni di mistero sarebbe diventato, quarant'anni più tardi, non solo un'icona di Hollywood e una star internazionale, ma anche uno dei registi più amati e rispettati, sia dai suoi colleghi che dai cinefili di tutto il mondo. Insomma, un vero autore. Non ci avrebbero scommesso nemmeno i pochi critici che, sin dagli inizi, avevano saputo cogliere la grandezza del suo personaggio. Quel macho per molti sempre ugualmente inespressivo, sempre ugualmente reazionario: specchio (col distintivo) dei trucidi teppisti o dei bandoleros che combatteva a suon di pistolettate e cazzottoni. Già da allora Eastwood aveva impresso il suo primo marchio d'autore dando nascita al primo grande pistolero pop cinico e disilluso: sta proprio nella sua espressione “sempre uguale” la sua grandezza nell'interpretazione dei diversi personaggi della sua carriera. Che Clint si muova nel West o nelle strade di New York piuttosto che di San Francisco non fa differenza; si muove su questa America fondata sulla violenza del West come un solitario, glaciale, indolente, laconico, eterno non integrato, soprattutto con le istituzioni ma anche con chi non gli va a genio. Un cow-boy senza bandiere se non quelle della verità e della giustizia o, semplicemente, di un pugno di dollari. Molti, Pauline Kael in prima linea, hanno etichettato il suo personaggio ruvido

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marco Carpanese Contatta »

Composta da 126 pagine.

 

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