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Le cattedrali del consumo nel settore crocieristico: il caso Costa Concordia

L'analisi prende spunto dalla nota teoria di George Ritzer sulla mcdonaldizzazione dei luoghi di consumo, con l'obiettivo di applicarla al settore crocieristico a causa dello scarso impiego in questo ambito.
Nel corso dell'elaborato, vengono sottolineate le dinamiche e le modalità relative alla razionalizzazione dei luoghi di consumo, analizzando come, nel corso del tempo, si siano evolute ed addirittura esasperate, al punto di aumentare in modo esponenziale le irrazionalità da esse derivanti.
Assumendo poi, la Costa Concordia quale esempio di cattedrale del consumo e, partendo da una spiegazione dei concetti chiave e dei meccanismi utilizzati dalla nave per il raggiungimento della massima efficienza, si delineano i motivi principali che hanno causato la tragica conseguenza avvenuta lo scorso 13 Gennaio: il disastro della Costa Concordia.
Attraverso questo drammatico esempio, si cerca di spiegare a quali conseguenze conduca un utilizzo esagerato dei meccanismi di incanto e reincanto da queste strutture per raggiungere il loro obiettivo, anche a scapito degli stessi consumatori.

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[3] 1 – INTRODUZIONE Obiettivo dell’elaborato è l’applicazione della teoria di Ritzer nell’ambito delle navi da crociera, principalmente perché è un settore nel quale finora ha trovato scarsa analisi pratica. L’analisi prende spunto dalla nota teoria di George Ritzer (1997) sulla mcdonaldizzazione dei luoghi di consumo. I diversi contributi dell’autore vengono riassunti al fine di individuare una griglia di lettura del fenomeno e delle sue dinamiche, che sarà in seguito applicata allo studio dell’offerta del settore croceristico e del noto incidente della Costa Concordia avvenuto il 13 gennaio 2012. L’approfondimento raccoglie le sue informazioni attraverso una rassegna degli articoli pubblicati sulla stampa quotidiana, la consultazione delle brochures e del sito della compagnia e dei saggi pubblicati dallo stesso Ritzer. Assumendo la Costa Concordia quale esempio di cattedrale del consumo e, partendo da una spiegazione dei concetti chiave e dei meccanismi utilizzati dalla nave per il raggiungimento della massima efficienza, si conclude delineando quelle che sono le irrazionalità che derivano da un’esasperazione nell’utilizzo dei meccanismi che mirano al raggiungimento della massima razionalità di queste strutture. 2 – LO SCHEMA INTERPRETATIVO George Ritzer, nella sua teoria, mette in luce due importanti concetti complementari ed interdipendenti: il nulla ed il qualcosa. Il nulla 1 (detto anche forma logotipica), può essere definito come una “forma sociale generalmente concepita e controllata centralmente e relativamente priva di contenuto distintivo”, mentre al contrario, il qualcosa (o forma tipica) può essere visto come una “forma sociale generalmente concepita e controllata localmente e relativamente ricca di contenuto distintivo”. Il nulla, proprio grazie al suo scarso contenuto distintivo, si sta diffondendo in modo più rapido in tutto il mondo e con molta più facilità di quanto non si riesca a fare con il qualcosa. È quindi più facile da esportare, ma soprattutto da far accettare nei nuovi contesti di riferimento, dal momento che si tratta di una sagoma pensata a tavolino da esperti di marketing in modo che possa rispondere a varie tipologie di pubblico. 1 G. Ritzer (2004, trad. it 2005), La globalizzazione del nulla , Slow Food,, Bra (Cn), p. 25.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Valeria Ponso Contatta »

Composta da 21 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.