Skip to content

Atene tra legalità e rivoluzione. Il colpo di Stato del 411 a.C.

Informazioni tesi

  Autore: Aurora Guccione
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filologia e letteratura dell'antichità
  Relatore: Mauro Corsaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 130

La città di Atene è oggi per noi occidentali modello di techne politica per eccellenza. Qui è stata inventata la democrazia, la forma di governo più diffusa e ambita da tutti quei popoli ancora oppressi da regimi oligarchici e totalitari. La sua genesi costituisce, pertanto, oggetto di studio imprescindibile della moderna scienza politica.
La democrazia ateniese riposa sui grandi principi della sovranità, che appartiene a tutti i cittadini, della libertà individuale, che ha il solo limite della legge, dell’isotes, per cui i polìtai sono uguali di fronte alle legge e partecipano dell’uguale diritto di parola in assemblea. Questi sono i presupposti che hanno contribuito nel corso dei secoli a tramandarci un’immagine mitizzata di Atene, ma che spesso contrastano con la realtà storica di un’esperienza politica che si è alla fine autodistrutta.
Nella seconda metà del V secolo a.C., infatti, emergono i limiti della democrazia ateniese. Assemblee guerrafondaie, demagoghi al posto di leaders democratici alla guida della città, un demos sempre più “manovrabile”, ribellioni e defezioni di alleati, campagne in rovina, crisi economica, il divampare del conflitto peloponnesiaco destabilizzano l’ordine costituzionale esistente. Ad infondere negli animi un profondo sentimento di turbamento e di sfiducia contribuisce la notizia del disastro della spedizione in Sicilia, votata e sostenuta dai democratici. Ecco che queste tristi circostanze diventano un utile strumento nelle mani di chi da tempo trama un rovesciamento del governo. L’ananke, la contingenza può giustificare non solo quanti hanno approfittato dell’emergenza per caldeggiare la necessità di un cambio di regime, ma anche il popolo che, come afferma Tucidide “già sconfitto nell’animo”, resta in silenzio, precipitando nell’inerzia politica. Voce isolata rimane il teatro, che riflette in scena i giochi politici clandestini, gli errori e gli orrori della guerra, la perfidia e le trame dei capi. In particolare, la commedia di Aristofane assume un ruolo quasi profetico in questi anni convulsi. E mentre Lisistrata è in combutta con le donne spartane per sovvertire il sistema tradizionale, gli oligarchici nella realtà mettono in atto una serie di strategie per realizzare il primo colpo di Stato nella storia del mondo occidentale.
Si comincia col creare una magistratura permanente di dieci probuli, incaricata di provvedere alla “salute” pubblica. In seguito, vengono aboliti i misthoi, le retribuzioni pubbliche assegnate a chi ricopriva una carica politica, e la graphè paranòmon, il vero sprone della democrazia, comminando gravi pene contro chi osasse sospendere con un’accusa d’illegalità la votazione dei disegni di legge. Il demos rimane disarmato. Il “provvisorio” consiglio dei quattrocento membri, di cui i primi cento nominati dai pròedroi e gli altri trecento per cooptazione su una lista di predesignati dalle tribù, è delegato ad elaborare con pieni poteri leggi di fatto immutabili. Così, grazie alla preventiva attività segreta delle eterie - sicuramente non ininfluente in ambito deliberativo ed elettorale - all’intimidazione terroristica e grazie anche alla propaganda mistificatrice di abilissimi oratori, la dittatura, nella primavera del 411 a.C., è costituita, paradossalmente, col consenso del popolo.
Non tutti i capi del movimento rivoluzionario appartengono alla fazione oligarchica come Antifonte, l’anima vera del colpo di Stato secondo Tucidide, o il “coturno” Teramene, ma ci sono anche i democratici radicali come Pisandro e Frinico. Le profonde differenze ideologiche degli eversivi, le ambizioni individuali, la promessa disattesa di provvedere alla soterìa della città, il tradimento e l’intervento dei democratici di Samo pongono fine, dopo solo quattro mesi, al regime dei Quattrocento, compromettendo inevitabilmente la democrazia.
Era un’impresa ardua togliere la libertà al popolo ateniese, eppure uomini di grande ingegno ci sono riusciti, con la medesima abilità di chi aveva creato ciò che Aristotele chiama politeia, il governo dei molti. Gli oligarchi hanno ingannato il popolo ateniese dando a un golpe la parvenza di legalità. O forse Atene era stata a tal punto pervasa dalle ambizioni imperialistiche da trascurare e infine perdere quella virtù politica, della quale si era sempre creduta depositaria.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
1 Introduzione La città di Atene è oggi per noi occidentali modello di τέχνη politica per eccellenza. Qui è stata inventata la democrazia, la forma di governo più diffusa e ambita da tutti quei popoli ancora oppressi da regimi oligarchici e totalitari. La sua genesi e la sua evoluzione costituiscono, pertanto, oggetto di studio imprescindibile della moderna scienza politica. La democrazia ateniese riposava sui grandi principi della sovranità, che apparteneva a tutti i cittadini, della libertà individuale, che aveva il solo limite della legge, dell’ἰσότης, per cui i πολίται erano uguali di fronte alle legge e partecipavano dell’uguale diritto di parola in assemblea. Questi erano i presupposti che hanno contribuito nel corso dei secoli a tramandarci un’immagine mitizzata di Atene, ma che spesso contrastavano con la realtà storica di un’esperienza politica che alla fine si autodistrusse. Nella seconda metà del V secolo a.C., infatti, iniziarono ad emergere i limiti della democrazia ateniese. Assemblee guerrafondaie, demagoghi al posto di leaders democratici alla guida della città, un δῆμος sempre più “manovrabile”, ribellioni e defezioni di alleati, campagne in rovina, crisi economica, il divampare del conflitto peloponnesiaco destabilizzarono l’ordine costituzionale esistente. Ad infondere negli animi degli Ateniesi un profondo sentimento di turbamento e di sfiducia contribuì la notizia del disastro della spedizione in Sicilia, votata e sostenuta dai democratici. A nulla era servito il monito di Pericle, con il quale lo stratega aveva dissuaso gli Ateniesi ad “ampliare il loro impero nel corso della guerra 1 ”. 1 THUC., II, 65, 7.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave


Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi