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Determinanti della stabilità macroeconomica in Argentina: il ruolo della struttura dell’export e del tasso di cambio

Informazioni tesi

  Autore: Paolo Vullo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Paolo Vanin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

I paesi in via di sviluppo sono sempre stati caratterizzati dalla volatilità economica e da un ambiente macroeconomico incerto. Mentre i paesi sviluppati hanno goduto della stabilità a partire dagli anni ’80, l’instabilità macroeconomica ha rappresentato un serio problema per il mondo in via di sviluppo.
Negli ultimi due decenni, in un contesto di forte instabilità economica, l'Argentina ha sperimentato diversi cambiamenti strutturali e importanti modifiche nel regime macroeconomico, che hanno avuto un impatto sulla sostenibilità della crescita di lungo periodo. Le riforme strutturali che sono state realizzate all'inizio degli anni 901, hanno generato inizialmente un importante aumento della
produttività dell'economia argentina, anche se, l'adozione del regime di convertibilità e l'aumento degli afflussi di capitali esteri, hanno causato un notevole apprezzamento reale della valuta nazionale, generando un forte disavanzo delle partite correnti.
In effetti, ci si aspettava che un insieme d’input e fenomeni industriali, originatisi nel regime economico implementato, avrebbe generato aumenti di produttività sufficiente a mantenere e sostenere la crescita di lungo periodo. L'aumento della qualità degli investimenti, in particolare attraverso l'incorporazione delle attività ICT nel processo di produzione, il miglioramento del capitale umano, l'aumento della produttività dei terreni agricoli e la maggiore dinamicità del settore dei servizi sono alcuni dei fondamenti principali che consentono di mantenere e migliorare la redditività e la produttività non solo dei settori tradable (di cui i servizi sono una delle principali componenti di costo), ma di tutta l'economia.
Tuttavia, il regime macroeconomico degli anni Novanta non ha raggiunto i risultati attesi in termini di sostenibilità della crescita.
La crisi economica, avvenuta all'inizio del 21° secolo, ha mostrato la debolezza interna dell'economia argentina, causata dalla mancanza di coerenza della politica economica ("twin" deficit non sostenibili), rivelando un ampio percorso di crescita che fino a quel momento si era basato sull'accumulo e l'utilizzo di fattori di breve periodo piuttosto che sullo stabile e permanente incremento di produttività in termini di miglioramenti nell'organizzazione del processo di produzione, potendo trarre vantaggio dai miglioramenti nella qualità degli input e accrescere i guadagni di produttività nei settori tradable, favorendo non solo una crescita sostenibile, ma anche un sostenibile equilibrio esterno.
In seguito, il nuovo regime di politica economica ereditato dalla crisi del 2002 basato su un alto tasso di cambio reale (noto anche come "tasso di cambio competitivo") e sul recupero dei prezzi delle materie prime, specialmente di prodotti agricoli e di allevamento, nella cui produzione l'Argentina ha un vantaggio competitivo, nonché su un elevato consumo interno, ha consentito la ripresa della crescita economica.
Uno dei fenomeni attesi, era la sostenibilità di questo nuovo regime macroeconomico, in altre parole, la capacità di generare non solo un importante surplus commerciale, ma anche guadagni di produttività stabili nei settori tradable con una rilevante influenza sulla produttività dell'intera economia.
Tuttavia, l'attuale inversione del ciclo di crescita economica mondiale, e la tendenza dei prezzi internazionali, stanno nuovamente mettendo in dubbio la sostenibilità di lungo periodo del nuovo regime.

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  6   INTRODUZIONE I paesi in via di sviluppo sono sempre stati caratterizzati dalla volatilità economica e da un ambiente macroeconomico incerto. Mentre i paesi sviluppati hanno goduto della stabilità a partire dagli anni ’80, l’instabilità macroeconomica ha rappresentato un serio problema per il mondo in via di sviluppo. Negli ultimi due decenni, in un contesto di forte instabilità economica, l'Argentina ha sperimentato diversi cambiamenti strutturali e importanti modifiche nel regime macroeconomico, che hanno avuto un impatto sulla sostenibilità della crescita di lungo periodo. Le riforme strutturali che sono state realizzate all'inizio degli anni 90 1 , hanno generato inizialmente un importante aumento della produttività dell'economia argentina, anche se, l'adozione del regime di convertibilità e l'aumento degli afflussi di capitali esteri, hanno causato un notevole apprezzamento reale della valuta nazionale, generando un forte disavanzo delle partite correnti. In effetti, ci si aspettava che un insieme d’input e fenomeni industriali, originatisi nel regime economico implementato, avrebbe generato aumenti di produttività sufficiente a mantenere e sostenere la crescita di lungo periodo. L'aumento della qualità degli investimenti, in particolare attraverso l'incorporazione delle attività ICT nel processo di produzione, il miglioramento del capitale umano, l'aumento della produttività dei terreni agricoli e la maggiore dinamicità del settore dei servizi sono alcuni dei fondamenti principali che consentono di mantenere e migliorare la redditività e la produttività non solo dei settori tradable (di cui i servizi sono una delle principali componenti di costo), ma di tutta l'economia. Tuttavia, il regime macroeconomico degli anni Novanta non ha raggiunto i risultati attesi in termini di sostenibilità della crescita. La crisi economica, avvenuta all'inizio del 21° secolo, ha mostrato la debolezza interna dell'economia argentina, causata dalla mancanza di coerenza della politica economica ("twin" deficit non sostenibili), rivelando un ampio percorso di crescita che fino a quel momento si era basato sull'accumulo e l'utilizzo di fattori di breve periodo piuttosto che sullo stabile e permanente incremento di produttività in termini di miglioramenti nell'organizzazione del processo di produzione, potendo trarre vantaggio dai miglioramenti nella qualità degli input e accrescere i                                                                                                                 1 Il Currency Board, l'apprezzamento reale della valuta domestica, il commercio estero e l’apertura finanziaria, le privatizzazioni, la

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