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«Il segno di Giona» (Mt 12,39-40). Da Pinocchio a Paolo di Tarso: una simbolica della resurrezione in declinazione didattica.

L’assunto portante della tesi verte sulla valenza dell’uso culturale della Bibbia in scuola, dal punto di vista pedagogico, didattico, letterario, religioso, morale, tenendo sullo sfondo la mediazione poliedrica e polivalente dell’insegnante quale figura di sintesi e trasmissione, analizzato entro la dimensione antropologica, spirituale, professionale.
Facendo perno sull’analisi dei richiami biblici del Libro di Giona presenti nel romanzo risorgimentale Le avventure di Pinocchio di Collodi, segnatamente nell’incontro col padre dentro al ventre del pescecane, in chiave di “storia degli effetti” si proporrà nella Prima parte del lavoro una lettura, secondo un particolare asse interpretativo, di tre punti cruciali della storia della Salvezza in Antico e Nuovo Testamento. Immaginando un viaggio per mare individuato da riferimenti meridiani e paralleli (costituiti dalla dimensione del racconto quale forma della Rivelazione / il pensiero narrativo e le sue valenze), su una rotta cronologica che ha i suoi prodromi in Noè e i suoi esiti nella visione apocalittica del combattimento della Donna e il drago in Giovanni evangelista, attraversiamo la storia dell’umanità e al contempo le profondità dell’uomo nella vicenda del profeta Giona nel ventre del mostro marino, il viaggio di Gesù morto nel ventre della terra, il naufragio di S.Paolo sull’isola di Malta, ponendo in risalto pregnanze simboliche e numerosi parallelismi, richiami e rimandi teologici e antropologici fra i diversi episodi, significativi per l’uomo di oggi.
La Seconda parte della tesi, corredata da illustrazioni, declina didatticamente in ambito scolastico un tratto del percorso scandagliato, secondo i riferimenti di latitudine e longitudine (cristocentrismo dei contenuti / progettazione didattica e metodologica), sviluppando una unità didattica svolta in una classe quarta elementare in alcune lezioni.
L’Appendice presenta alcuni materiali didattici impiegati e l’Allegato comprende il ‘Giornalino’ attivo per gli alunni creato nell’occasione, relativo alla tematica svolta in classe.
Un file in power-point spendibile didatticamente anche in livelli di scuola superiore, propone, a modo di illustrazione e introduzione dei concetti della tesi, alcune espressioni artistiche inerenti, scelte dalla produzione culturale di vari popoli professanti le tre religioni monoteistiche lungo la sconfinata ‘storia degli effetti’ che la tematica ha suscitato nei secoli.

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1 INTRODUZIONE Non multa sed multum recita un antico detto latino, la cui traduzione potrebbe essere: non è fondamentale imparare svariate cose, per sommatoria, ma è essenziale apprenderle in maniera intensa, partecipata, approfondita. Questo principio varrebbe per ogni campo della conoscenza, ma ritengo valga tanto più per una disciplina scolastica quale la Religione Cattolica, insegnata ad alunni che attraversano le fasi evolutive della crescita, mentre camminano verso la costruzione di una identità oltre che di uno spessore culturale e una formazione tecnica. A motivo della natura interdisciplinare di questa materia, che dà conto del fatto religioso dall’angolatura cristiana con dati storico-scientifici, nonché a motivo delle dinamiche dell’apprendimento umano, che rispecchiano la Sapienza creatrice, aggiungerei alla traduzione di questa preziosa frase latina anche l’aggettivo «sapido», nel senso quindi di: apprendere cose in maniera «saporita», «saliente», «gustabile» e che «reca sapore a ogni cosa», come fa il sale. Equivale a dire che per essere impartiti i contenuti della Religione e le metodologie richiedono di venir mutuati/attivati secondo una prospettiva e uno stile che deve risultare «significativo» per chi li riceve, sia sul piano culturale, come ci indicano le direttive ministeriali, 1 in primo piano specie nella seconda parte della presente esercitazione, sia sotto il profilo della elaborazione personale come dati portanti per la propria esistenza, sulla qual cosa rivolgo maggiormente la mia attenzione. «Sapienza» dell’IRC è fornire «suggestioni» che diano sapore ai contenuti proposti, i quali, difendibili scientificamente, soprattutto interpellano l’interiorità dell’alunno, inducono a riflettere e confrontarsi, evidenziandone la valenza per la vita. L’apprendimento significativo, peraltro prescritto ad ogni disciplina scolastica 2 è l’apprendimento che si collega con il senso che sappiamo dare alla nostra esistenza. 3 Il senso dell’esistenza, quand’anche apparisse chiaro all’alunno che abbia avuto l’opportunità di un accompagnamento e guida adeguati durante il percorso intrapreso dall’età di ragione, non risulta ancora fatto proprio fino a quando non venga, in età 1 Intesa tra il MIUR e la CEI sulle indicazioni didattiche per l’IRC nella scuola dell’infanzia e del primo ciclo, 1-8-2009, Allegato. 2 L.53/2003, Allegato D, che riguarda le IN per il Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del primo ciclo di istruzione (6-14 anni). 3 PORCARELLI A., Cammini del conoscere, Giunti, Firenze 2008, 139.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Istituto di Scienze Religiose

Autore: Lidia Roboni Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.