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Dalla legge 180 ad oggi: successi e fallimenti dell’intervento riabilitativo nella cura della malattia mentale

Attraverso programmi riabilitativi descritti nella presente trattazione ci si prefigge l’obiettivo di restituire al soggetto affetto da disturbo psichiatrico una qualità di vita accettabile, e allo stesso tempo la società nei suoi aspetti politici e ideologici dovrà promuovere il superamento dello stigma che, ancora oggi, segna il soggetto sofferente.

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INTRODUZIONE Nel grande capitolo delle psicosi l’attuale nosografia psichiatrica riconosciuta a livello internazionale, ha inserito tre principali gruppi di patologie: la schizofrenia con i suoi differenti quadri sintomatologici; la psicosi maniaco-depressiva; le psicosi organiche, cioè quelle sindromi psicotiche le cui manifestazioni sintomatologiche sono l’espressione di una malattia organica con un carattere di tossicità cerebrale Lo studio e la terapia delle psicosi ha attraversato diverse fasi storiche nella ricerca degli interventi utili ad apportare miglioramenti alle manifestazioni cliniche così multiformi e complesse. In particolar modo, oltre che sulle terapie, la ricerca si è orientata ad isolare le possibili cause di questi disturbi. Dagli anni 50 ad oggi vi è stata una progressiva acquisizione di nuove e sempre più efficaci terapie farmacologiche; negli ultimi 20 anni il campo della ricerca ha allargato il suo interesse verso le componenti comportamentali disadattive che, in questi disturbi, possono continuare a manifestarsi nonostante l’ausilio della farmacologia. (Brenner e coll., 1997). Dagli anni 80 si è sviluppato nel campo della neuropsicologia , un filone di ricerca teso ad evidenziare le anomalie funzionali di carattere cognitivo nei soggetti schizofrenici. La ricerca neuropsicologica ha evidenziato la presenza di specifici deficit cognitivi nei soggetti affetti da schizofrenia; tali deficit secondo le più attuali teorie sull’eziologia di questo disturbo concorrono, insieme ai fattori ambientali e personologici, a causare la gravità del disturbo. Il gruppo di studiosi, guidato da Hans Brenner a Berna, ha sviluppato la ricerca sulle componenti cognitive disfunzionali della schizofrenia. Brenner e collaboratori hanno sviluppato anche un programma di riabilitazione il cui obiettivo è proprio quello di agire sul miglioramento del deficit cognitivo. (Cerrai e coll., 1998). Nella presente trattazione verranno descritte le funzioni cognitive, le principali sindromi psicotiche, la schizofrenia e la psicosi maniaco-depressiva; successivamente verrà descritta in quale ottica Brenner e altri ricercatori hanno scelto di indirizzare i 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Sandra Commodari Contatta »

Composta da 58 pagine.

 

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