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ESMA: La nuova Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati

Il presente elaborato analizza l'architettura del nuovo Sistema europeo di vigilanza finanziaria a partire da gennaio 2011, con principale riferimaento all' ESMA; alla sua ratio istitutiva, ai sui poteri, alle sue funzioni e alla sua struttura organizzativa.
In particolare nel primo capitolo si descrive una panoramica del sistema di supervisione fiananziaria europeo ante crisi 2008; analizzandone le lacune e le conseguenti soluzioni adottate dalla Commissione dell'UE coadiuvata da Larosière, procedendo poi a descrivere la nuova architettura di vigilanza.
Nel secondo capitolo viene effettuato un focus molto approfondito sulla nuova Authority Esma, analizzandone la struttura organizzativa, l'ambito di intervento, i poteri,l'enforcement ele funzioni, tra le quali: la supervisione diretta alle Agenzie di rating ed ai partecipanti ai mercati finanziari nonchè la tutela degli investitori ed i mezzi di ricorso.
Nel terzo capitolo si analizza invece lo status giuridico di Esma all'interno del Diritto amministrativo dell'UE nonchè, i rapporti con la CONSOB e le vartie Autorità domestiche.

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3 CAPITOLO 1 IL NUOVO QUADRO ISTITUZIONALE EUROPEO SULLA REGOLAMENTAZIONE E SUPERVISIONE FINANZIARIA Sommario: Premessa - 1.1 La vigilanza macroprudenziale - 1.2 La vigilanza microprudenziale Premessa L’aggravarsi della crisi economica e finanziaria nella seconda metà del 2008 ha messo in evidenza parecchie lacune nel sistema europeo di regolamentazione bancaria e finanziaria. 1 In particolare sono stati portati alla luce i problemi nell’ambito bancario dove la struttura regolamentare ha facilitato l’attività transfrontaliera dei grandi gruppi bancari europei che avevano sostenuto l'integrazione del mercato, ma non ha adeguatamente indirizzato la vigilanza transfrontaliera, il coordinamento e la tutela dei depositi, mettendo così in evidenza l’asimmetria informativa ed il mancato riconoscimento reciproco delle regole tra le varie Autorità nazionali competenti che non sono riuscite a restare immuni dai vari condizionamenti dei governi nazionali, mettendo in discussione i capisaldi del mercato unico e la qualità della supervisione. Un secondo aspetto emerso è stato la debolezza dei Comitati di terzo livello previsti dalla procedura Lamfalussy 2 dell’architettura finanziaria dell’UE, dove le 1 G. Godano, Le nuove proposte di riforma della vigilanza finanziaria europea, «Il Diritto dell'Unione europea» 15.1, (2010), pp 75-78. 2 Nel quadro di quest’approccio lanciato nel 2001, l'adozione della regolamentazione finanziaria avveniva a quattro livelli. Al livello 1 era adottata con procedura di co-decisione la legislazione quadro, che stabiliva i principi di base e definiva le competenze di esecuzione dopo un processo di consultazione ampio e completo, per poter legiferare meglio. I dettagli tecnici erano disciplinati formalmente dalla Commissione nel quadro di misure di esecuzione adottate al livello 2, dopo un voto del Comitato di regolamentazione competente (il Comitato europeo dei valori mobiliari, il Comitato bancario europeo e il Comitato europeo delle assicurazioni e delle pensioni aziendali o professionali) tenendo conto della posizione del Parlamento europeo. Nella preparazione tecnica delle misure di esecuzione la Commissione era assistita da comitati costituiti dai rappresentanti delle Autorità nazionali

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Domenico Benvenuti Contatta »

Composta da 58 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2645 click dal 23/04/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.