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Lo sport per lo sviluppo. Organizzazioni nonprofit e Responsabilità Sociale d'Impresa a confronto.

Lo Sport for Development and Peace (SDP) è un fenomeno di impiego crescente nel campo della cooperazione allo sviluppo, ampiamente riconosciuto a livello internazionale. In questo contesto lo sport, l’attività fisica e il gioco sono considerati strumenti efficaci per raggiungere obiettivi di sviluppo e di ricostruzione e mantenimento della pace. Infatti, grazie alla sua popolarità e al suo carattere inclusivo, lo sport può contribuire a prevenire ed affrontare difficili situazioni socio-economiche nei paesi in via di sviluppo, così come nei quartieri svantaggiati dei paesi sviluppati, qualora esso sia inserito in strategie nazionali di sviluppo e progetti di cooperazione. Tra i vari attori coinvolti, vengono analizzati i ruoli giocati dagli enti nonprofit e dai progetti di Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI), perché, nonostante le loro diverse modalità di intervento, sono entrambi mossi dalla volontà di portare beneficio alla società, senza scopi di lucro, potendo così utilizzare lo sport in maniera più diretta e concreta in favore dello sviluppo, rispetto a quanto finora fatto da stati e organismi internazionali. Di conseguenza, sono illustrati e messi a confronto i casi di due ONG, Universal Peace Federation Italia e Peace Games UISP, e del progetto di RSI di FC Internazionale Milano S.p.A., chiamato Inter Campus. In tutti e tre i casi lo sport è considerato, non come il fine ultimo di progetti ed iniziative, ma, ad esempio, come strumento di integrazione e dialogo tra persone di culture e religioni diverse, come promotore del diritto alla socialità e come mezzo che consente di restituire il diritto al gioco a bambini che vivono in situazioni svantaggiate. Infine, è stato possibile constatare che bambini e ragazzi sono positivamente stimolati da attività sportive organizzate e, attraverso il gioco, imparano valori e abilità importanti per la loro crescita personale, applicabili in un prossimo futuro per contribuire al progresso della comunità in cui vivono.

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5 INTRODUZIONE “Sport has the power to change the world. It has the power to inspire. It has the power to unite people in a way that little else does. It speaks to youth in a language they understand. Sport can create hope where once there was only despair.” (Nelson Mandela, 1995) Le parole di Mandela, pronunciate in seguito alla Coppa del Mondo di rugby, ospitata in Sud Africa nel 1995, ben presentano l’oggetto di questa tesi. Infatti, come il rugby ha contribuito ad unire sotto un’unica bandiera i sudafricani dopo la fine dell’apartheid, lo sport e l’attività fisica sono strumenti che possono apportare una spinta positiva allo sviluppo delle popolazioni e contribuire al conseguimento e al mantenimento della pace. Lo sviluppo è inteso in senso lato come sviluppo umano, sociale, economico ed istituzionale, così come è inquadrato dagli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals – MDGs) definiti dalle Nazioni Unite nel 2000 1 . Lo Sport per lo Sviluppo e la Pace (Sport for Development and Peace – SDP) è uno fenomeno di importanza crescente nel campo dello sviluppo, come dimostra il suo riconoscimento da parte di enti internazionali, primo tra tutti le Nazioni Unite, le numerose conferenze tenute sul tema e gli innumerevoli progetti di cooperazione internazionale che includono o si basano proprio sull’attività sportiva. In questo contesto, il mio lavoro si propone di presentare il contributo dello sport come motore e strumento di aggregazione ed integrazione tra diverse nazionalità, culture e religioni, educativo, di promozione di una cultura di pace e di diritti, di riduzione del disagio sociale, di socializzazione e sviluppo comunitario e di supporto al benessere fisico e alla salute. Tali elementi, fondamentali alla crescita e allo sviluppo, soprattutto, dei bambini e dei giovani, sono mostrati in modo pratico attraverso i case studies da me analizzati. I progetti che approfondisco sono proposti da due organizzazioni nonprofit, Universal Peace Federation Italia (UPF – Italia) e Peace Games UISP, e da una squadra di calcio (considerata come S.p.A. che realizza il suo progetto di Responsabilità Sociale d’Impresa), F.C. Internazionale Milano. Ho scelto di trattare di organizzazioni nonprofit e Responsabilità Sociale d’Impresa, tra i vari attori del settore dello SDP, in quanto ritengo che possano offrire alla comunità in cui operano un aiuto concreto allo sviluppo impiegando lo sport 1 http://www.un.org/millenniumgoals/

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Federica Corona Contatta »

Composta da 87 pagine.

 

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