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Il commercio equo e solidale dalla testimonianza alla mobilitazione globale

Il fair trade (in Italia commercio equo e solidale) nasce, negli anni 60, dall'idea di sostenere lo sviluppo del Terzo Mondo attraverso un circuito solidale di consumatori dei paesi occidentali che garantisse uno sbocco commerciale a manufatti e prodotti alimentari di piccole realtà produttive locali.
Negli ultimi anni il fair trade è stato oggetti di studi approfonditi riguardanti gli aspetti economici del suo rapido sviluppo. Meno attenzione è stata prestata ai suoi risvolti politici: eppure il movimento del commercio equo, puntando sulla consapevolezza con cui il consumatore esercita la sua opzione per contrastare gli iniqui meccanismi del commercio internazionale, svolge un'opera di sensibilizzazione e di pressione sull'opinione pubblica che rientra nei suoi scopi dichiarati ed è fondamentale perchè gli obiettivi commerciali possano essere realizzati.
Il ''fair trade'' rientra inoltre fra quei movimenti politici a tutti gli effetti che operano attraverso la pratica di ''stili di vita alternativi'': il consumo critico, la finanza etica, il turismo responsabile sono tra i più noti.
Abituati a mobilitare i propri aderenti attraverso nuclei radicati nel territorio e ad una scarsa attenzione da parte della comunicazione di massa, questi soggetti stanno sperimentando, negli ultimi anni, nuove occasioni di protagonismo all'interno delle reti di movimenti e associazioni che si coalizzano nella critica ai processi di globalizzazione economica.
Questa tesi ripercorre la storia del commercio equo e solidale in quanto movimento politico, con particolare riguardo all'eterogeneità delle componenti culturali e ideologiche che vi confluiscono, all'attività di pressione sulle istituzioni politiche, alla ''ripartizione del lavoro'' fra le diverse articolazioni del movimento, tutte impegnate a perseguire un ''cambiamento possibile'' attraverso la consapevolezza della valenza politica delle scelte di consumo individuali.

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INTRODUZIONE Il Commercio Equo e Solidale 1 è probabilmente il più noto di una serie di movimenti che, partendo da una critica dei modelli eco- nomici dominanti, operano attraverso la pratica concreta di stili di vita alternativi. Di alcuni di essi (consumo critico, finanza etica, turismo responsabile) daremo una definizione sintetica più avanti. Dopo aver cominciato ad operare quasi in silenzio, negli ultimi vent’anni queste realtà sono cresciute e divenute più visibili soprattutto attraverso i canali del mondo delle associazioni e del volontariato (in altre parole, della società civile organizzata); un mondo sempre più variegato e dinamico che, in questi anni, ha occupato sempre più spazi lasciati vuoti dalla politica, sia nella lettura dei bisogni della società e nell’intervento in situazioni di crisi, sia nell’organizzazione della partecipazione politica e, in alcuni casi, nella stessa selezione delle élites dirigenti 2 . Un mondo che, con un notevole anticipo rispetto alla classe politica, ha messo a fuoco le dimensioni globali delle trasformazioni economiche in atto, e sta esercitando il suo ruolo critico con nuove forme di mobilitazione, ten- denti a coordinare a livello mondiale forze diverse su temi di interesse comune. 1 “Commercio equo e solidale” è la definizione scelta dalla rete facente capo a CTM; la denominazione prevalente a livello internazionale è fair trade, con le varie traduzioni nelle lingue nazionali: commerce équitable, comercio justo, … 2 Cfr. Pianta, 98

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Vincenzo Schirripa Contatta »

Composta da 103 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.