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Il reato di stalking in Italia

Informazioni tesi

  Autore: Luigi Circiello
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Criminologia
Anno: 2012
Docente/Relatore: Melania Costantino
Istituito da: Associazione Interdisciplinare di Psicologia e Diritto Psicogiuridico
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 31

Con il termine stalking, vocabolo di origine inglese mutuato dal linguaggio venatorio e letteralmente traducibile con espressioni come "fare la posta" e "caccia in appostamento", si indica una serie di comportamenti intrusivi e reiterati – appostamenti, invio di lettere, regali, biglietti, sms, e-mail e telefonate – posti in essere da un soggetto, lo stalker, nei confronti di un’altra persona, la vittima, che ingenerano in quest’ultima stati d’ansia e timore per la propria incolumità psico - fisica, nonché la necessità di modificare la routine quotidiana. […]
[…] In Italia il fenomeno dello stalking è stato oggetto di attenzione sia da parte delle autorità competenti, dei mezzi di informazione e dell’opinione pubblica nonché della ricerca scientifica e della dottrina, dando il là alla realizzazione di diverse pubblicazioni e saggi sull’argomento. Tuttavia, stante la cronica lentezza dell’apparato legislativo italiano, solo nel 2009 con il decreto legge numero 11 del 23 febbraio, convertito in legge 23 aprile 2009 numero 38, si è avuta una organica sistemazione della materia.

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2 ottobre 2011 – marzo 2012 1. Definizione e storia 1.1 definizione di stalking e profili dell’istituto: lo stalker e la vittima Con il termine stalking, vocabolo di origine inglese mutuato dal linguaggio venatorio e letteralmente traducibile con espressioni come “ fare la posta “ e “ caccia in appostamento “, si indica una serie di comportamenti intrusivi e reiterati – appostamenti, invio di lettere, regali, biglietti, sms, e-mail e telefonate – posti in essere da un soggetto, lo stalker, nei confronti di un’altra persona, la vittima, che ingenerano in quest’ultima stati d’ansia e timore per la propria incolumità psico - fisica, nonché la necessità di modificare la routine quotidiana. In Italia, data la difficoltà di traduzione del termine, si sono adoperate diverse espressioni, dalle “ molestie assillanti “ alle “ molestie insistenti “ 1 sino agli “ atti persecutori “ indicati dalla legge numero 38 del 23 aprile 2009. Si tratta di un fenomeno molto complesso ed eterogeneo, che ha rilievi sia dal punto di vista giuridico relativamente all’ analisi delle condotte ed agli strumenti di prevenzione, repressione e condanna da adoperare, sia dal punto di vista psicologico con riferimento in particolare alle conseguenze per le vittime di stalking, nonché alle misure terapeutiche per il recupero dell’autore della condotta criminosa. Nella maggior parte dei casi, lo stalker è una persona che conosce la vittima – un collega, un conoscente, un ex-partner –, ma può anche trattarsi di un conoscente casuale o un perfetto sconosciuto: il loro comportamento può essere dettato dal tentativo di recuperare un rapporto con la vittima, vendicarsi per essere stati lasciati o non essere stati considerati. Definire tuttavia lo stalker come un individuo affetto da patologie mentali, è del tutto erroneo, in quanto il soggetto attivo del reato è nella maggior parte dei casi un soggetto ben integrato nel contesto in cui vive; con ciò non si esclude, ovviamente, che la condotta illecita possa anche essere posta in essere da soggetti affetti da disturbi mentali. Secondo una celebre classificazione 2 , il molestatore assillante si distingue in: 1 Proposta di legge 4891\2004.

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Parole chiave

vittima
stalking
cyberstalking
legge 23 aprile 2009 numero 38
aspetto psichiatrico

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